IL MIO PERSONALE 2018

La vita prende, la vita dà. Un inizio funesto: la scomparsa di 2 zii a distanza di 20 ore l’uno dall’altro, il doppio funerale dove la realtà è riuscita ad avere più fantasia di uno scrittore di gialli: doppio carro funebre, 2 bare allineate. La lunga e cupa lotta con le banche, la pazienza messa a dura prova per la burocrazia, la fatica dei viaggi, la responsabilità delle decisioni da prendere. La difficoltà di mantenere tutti gli impegni, nonostante tutto. Ma alla fine, la determinazione paga e si esce.
Decisamente più interessante la mia attività sui social. Mi ero ripromesso di abitare in modo più costruttivo i vari youtube, facebook e simili. L’attività di youtube mi ha portato ad un considerevole aumento degli iscritti al mio canale, ora 675, a 22000 visualizzazioni, ad una serie di video che mi hanno sostanzialmente fatto crescere e conoscere diverse persone. Verso fine anno ho voluto cimentarmi con il blog per alzare l’asticella dei contenuti ed essere autonomo. Il blog è proprio diverso: scrivi, forse più per te, hai meno persone disposte a leggere ma, quelli che lo fanno sono più partecipi, più interessati e sicuramente meno distratti.
Ho letto diversi libri tecnici: sul funzionamento dei social, ma anche libri in varie lingue che, almeno per l’inglese e lo spagnolo ora padroneggio meglio. Anche i romanzi d’autore hanno popolato le mie giornate.
Ho partecipato ad alcuni eventi culturalmente rilevanti dove ho potuto giocare alcuni ruoli e sperimentare. Dal laboratorio al buio del gusto ad Assisi, alla condivisione di frammenti di lettura di pochi giorni fa. Dalla partecipazione ad un concerto in veste giocosa di cameramen (decisamente inusuale per un non vedente), alle riprese video in occasione di una cena carica di solidarietà nella sede della Protezione Civile.
Ho finalmente potuto vivere serenamente le ferie sognate nel Trentino ritemprandomi con la mia famiglia che, mai come quest’anno ha rappresentato il mio fulcro dal quale partire e verso il quale arrivare.
Insomma, un anno vivo, intenso, carico di cose e persone; Una rivalsa della vita, degno sempre di essere vissuto al massimo delle possibilità. Nessun rimpianto quindi e una rinnovata voglia di esserci, di giocare, di soddisfare la mia curiosità innata. Un sincero augurio a tutti, tutti, di sentirsi sempre desiderosi di vivere, di credere e di crederci.

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IL 2018 PER I DISABILI, PICCOLO BILANCIO.

Solitamente gli ultimi giorni dell’anno sono dedicati ai bilanci, e io non sfuggo a questa consuetudine, anche per fare mente locale: capire cosa si è fatto e cosa resta ancora da fare; molto, ovviamente.
La novità più eclatante è questo nuovo ministero per la famiglia e le disabilità con un aumento di 100 milioni ain bilancio e alcune pensioni che, a certe condizioni potranno essere portate a 780 euro.
Il ministero può piacere o no ma, ora esiste e dovremo verificare se e quanto sarà utile: al momento si è appena insediato.
Il “piccolo aumento”. 100 milioni in più per la non autosufficienza: l’aumento del fondo è la buona notizia che la legge di bilancio contiene e destina alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Il fondo per il 2018 – lo ricordiamo – ammontava a 462,2 milioni di euro, di cui 447,2 destinati alle regioni, 15 al ministero delle Politiche sociali. La relativa proposta di decreto di ripartizione delle risorse è stata presentata a fine ottobre alla Conferenza unificata. Con l’incremento previsto dalla legge di bilancio, la somma arriverebbe quindi a quasi 600 milioni. Per alcune associazioni, “uno sforzo irrisorio”, che andrebbe incrementato.
Il reddito di cittadinanza dovrebbe partire a febbraio del 2019, con un decreto atteso in gennaio che dovrà determinare limiti e paletti, credo molto stringenti.
Nella cultura in generale il tema della disabilità si fa lentamente strada imponendosi nei libri, in tv, nei film e in passerella. Così abbiamo un fiorire di libri, film di registi e associazioni, comparse di disabili in tv: una lenta affermazione registrata da qualche anno. Anche le paraolimpiadi hanno avuto una eco maggiore e le l’edizione invernale in Corea ha visto la partecipazione di 567 atleti provenienti da 49 diverse delegazioni; più delle scorse edizioni.
Passiamo ora però alle aspettative disattese. Nulla di fatto sulla legge sul caregiver familiare, nonostante sia stata invocata da numerose associazioni che tutelano i diritti dei disabili.
La riforma del sostegno, è ancora lontana. L’inclusione scolastica, malgrado le promesse, non ha ancora visto una riforma che a fine 2018 ha subito una battuta d’arresto, anche se il governo sostiene che sarà varata nel 2019.
Delusione anche per il piano non autosufficienza. Il tavolo interministeriale è stato costituito ma a tutt’oggi non ha ancora elaborato un piano strutturale, nè si conosce l’ammontare delle risorse disponibili.
Naturalmente si prevedono azioni di protesta.

IL DRAMMA DI ACHILLE E LA TARTARUGA.

Nei miei corsi agli insegnanti di sostegno, a proposito di tecnologia legata alle disabilità, espongo sempre questo binomio: Achille e la tartaruga. Achille è l’evoluzione tecnologica, veloce, impetuosa, straripante. La Tartaruga: lenta, impacciata, confusa. Più volte ho evidenziato Luci ed Ombre della tecnologia; indubbi vantaggi che consentono di svolgere diverse mansioni che prima erano precluse ma, contestualmente, inducono dipendenze, ansia da prestazione.
Qui un mio articolo precedente per approfondire: https://vscarfia.com/2018/11/07/tecnologia-luci-ed-ombre/ o anche sul mio canale youtube: www.youtube.com/c/valterscarfia
Quando un disabile ha acquisito finalmente una abilità tecnologica e sarebbe pronto per sfuttarla a pieno, ecco che Achille è già corso avanti imponendo nuove tecnologie, nuove opportunità e la Tartaruga mestamente deve faticosamente fare un balzo in avanti. Quale insegnamento possiamo trarne da tutto ciò? è proprio possibile che la Tartaruga possa diventare Achille? oppure, non sarebbe meglio per tutti che Achille diventasse la Tartaruga?
Le “lepri tecnologiche”, che corrono sempre più velocemente con il solo scopo di arrivare prime, non sapranno costruire un mondo duraturo, pacifico e solidale.
La strategia della tartaruga è la sola desiderabile se vogliamo un mondo sostenibile, perché permette alla società di darsi il tempo di imparare a vivere insieme.

  • Riccardo Petrella –
    Questa citazione, a mio avviso, racchiude un messaggio molto preciso, denuncia la nostra nuova schiavitù, subdola perchè ci illude di acquisire maggiore libertà proprio mediante l’utilizzo totale della tecnologia. Lo scenario lo conosciamo tutti o quasi, tutti o quasi siamo convinti che il famigerato progresso, proprio perchè è così travolgente e disordinato, ci svilisce, ci frustra ma a conti fatti, chi ha il coraggio della lentezza? Eppure, tutti siamo pronti a denunciare l’insensatezza del nostro incedere vorticoso. Ogni innovazione ci coglie assolutamente impreparati: la abbracciamo non riuscendo a capire se sarà una innovazione utile. E allora! la domanda del secolo: cosa possiamo fare per rallentare, per metabolizzare ogni innovazione e capire se potrà essere una reale conquista?
    Qualche abbozzo di soluzione: Perchè non cogliere questo binomio (Achille e la Tartaruga) come emplematico di un allarme! Perchè non recuperare dalle disabilità la riflessione di essere più prudenti nelle scelte, nelle nuove tecnologie.
    La cultura: la lettura, la visione o ascolto di scrittori e poeti,anzichè la televisione e simili ci dà strumenti più idonei per difenderci dall’aggressione delle novità a tutti i costi, ci consente di fare selezione, di assumere principi e fare ordine su ciò che più contae ciò che non conta affatto.
    Le piccole soste ai box della cultura, della dimensione spirituale per chi ha il dono della Fede, ci consente di avere su tutto questo uno sguardo più limpido, più disinteressato e obbiettivo.
    LO so, lo so, queste sono solo parole ma le parole hanno significati diversi a seconda di chi le legge e ….. chissà che, mentre per alcuni resteranno parole, per altri saranno uno stimolo ad operare un mutamento anche infinitamente piccolo. Sono tanti infinitamente piccoli che poi potrebbero creare un movimento significativo in questo mondo.

PRESTATE ATTENZIONE ALLA APP FASULLA DI AMAZON ALEXA.

L’ultima moda tecnologica sono gli assistenti vocali per casa: amazon eco e i suoi derivati, google home e l’ultimo di Apple. Ultimamente Amazon sta vendendo in tutto il mondo svariati milioni del suo assistente vocale, che si farebbe preferire per la sua flessibilità; (delle sue caratteristiche e possibilità, ne scriverò in seguito). A Natale i server Amazon erano talmente intasati per le nuove richieste di configurazioni, che sono andati in tilt ma, altre nubi si sono profilate all’orizzonte del colosso Amazon.
Su App Store sta velocemente scalando le classifiche di tutto il mondo un’app fake (falsa),chiamata “Setup for Amazon Alexa”, che sta traendo in inganno tantissimi utenti che hanno da poco acquistato uno degli speaker smart di Amazon. Al momento, questa app ha raggiunto negli Usa il sessantesimo posto e però al sesto posto nella categoria delle utilities. La app, subdolamente non chiede i dati dell’account amazon, ma l’indirizzo Hip (quello della connessione), il numero del prodotto e il nominativo. Chiaramente è stato sfruttato il grande successo degli Eco per raccimolare dati agli utenti; i dati sono il nuovo oro e fruttano molto denaro a chi li possiede, a nostro discapito. Possibile che Amazon non se ne sia accorta?
Naturalmente statene lontani e avvisate amici e parenti.
Un’altra tegola per Amazon è stata la scoperta del fatto che per errore sono arrivate ad un utente le registrazioni delle operazioni effettuate ad un altro utente. I microfoni di Amazon Eco e compagni sono sempre in ascolto, (li possiamo disattivare premendo un tasto, ma poi si finisce per non farlo neppure di notte), e hanno quindi captato le conversazioni domestiche di questa malcapitata famiglia. Anche quando erano sotto la doccia, quando attivavano o disattivavano il riscaldamento, che lavoro facevano e molto altro. A questo punto si impone una riflessione: sono più i vantaggi o gli svantaggi di questa tecnologia? Di questo ne vorrei scrivere in futuro.

TEST DI ORCAM MYEYE: TELECAMERA PER LEGGERE TESTI, RICONOSCERE VOLTI ED ALTRO.

Pubblico con piacere un test completo su ORCAM MYEYE: un apparato da inserire sugli occhiali per riconoscere testi, banconote, volti delle persone ed altro.

di Nunziante Esposito: coordinatore della commissione nazionale ausili e tecnologie della Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti.

test pratico di utilizzo. Agosto – Ottobre 2018.

Durante i tre mesi di utilizzo pratico in oggetto ho avuto la possibilità di utilizzare questo dispositivo che consente di leggere, riconoscere volti e oggetti attraverso una telecamera, provandolo praticamente in tutte le condizioni che si può utilizzare e per tutte le cose che faccio tutti i giorni.

<Anche se questo dispositivo è molto piùutile ad un Ipovedente, ho avuto modo di apprezzarlo anche da cieco assoluto.Infatti, questo ausilio, che in precedenza era composto da due componenti, una unità centrale di una grandezza poco più grande di un pacchetto di sigarette collegata con un cavetto ad un supporto sul quale erano montati una telecamera ed un altoparlante in miniatura, ora si compone del solo supporto che oltre a contenere come prima una telecamera ed un altoparlante in miniatura, al suo interno contiene anche tutta l’elettronica di gestione miniaturizzata.

Il piccolo supporto di una decina di centimetri,costituisce praticamente tutto l’ausilio e viene agganciato alla stecca di un paio di occhiali comuni tramite un supporto magnetico.

Praticamente, all’ausilio è fissato un piccolo magnete con il polo positivo, mentre alla stecca degli occhiali, a destra o a sinistra e a propria scelta, viene fissato un altro magnete con polo negativo.

Per tutte le indicazioni di montaggio e di utilizzo, fare riferimento alla guida in italiano molto accurata che viene fornita assieme a questo ausilio.

L’aggancio dell’ausilio agli occhiali è di una semplicità unica, proprio perché, non appena si avvicina l’ausilio alla stecca degli occhiali, si posiziona immediatamente e correttamente, proprio per l’attrazione generata dai due magneti di polarità opposta.

OrCam MyEye dalla parte piatta lato stecca degli occhiali, dove è presente il magnete di aggancio, presenta un piccolo pulsante che consente di accendere o mettere in pausa l’ausilio, ed un led di segnalazione.

Dal lato opposto, abbiamo un piccolo schermo touch con il quale si possono dare i comandi per le varie funzioni.

L’ausilio, tramite il suo laccetto,  può essere portato comodamente al collo, e, all’occorrenza,lo si aggancia al suo supporto sugli occhiali per utilizzarlo.

Il dispositivo ha un caricatore della batteria interna con una presa micro USB che è posizionata lato altoparlante, lato oppostoalla telecamera. La presa micro USB è delicata e si deve fare attenzione quando si mette il dispositivo sotto carica. Inoltre, nelle spiegazioni è raccomandato,per caricare la batteria, di utilizzare solo il caricatore originale.

La batteria, ovviamente,  ha una durata che dipende molto dall’uso che se ne fa del dispositivo. Per me è stata sufficiente durante i test eseguiti,ma mi metto anche nei panni di chi, magari Ipovedente, la deve usare tutta lagiornata e non so se riesce ad avere l’ausilio efficiente per il tempo che gli necessita.

Forse si potrebbe usare anche una batteria supplementare. Insomma, se il caricatore fosse composto dal trasformatore e da  un cavetto micro USB per ricaricare la batteria interna, al momento che si scarica la batteria e si è in mobilità, si potrebbe collegare il cavetto ad una Power Bank di quelle che già usiamo per gli smartphone.Poiché viene raccomandato di usare solo il caricatore originale,  mi induce a pensare che non è possibile una tale soluzione. Spero che gli ingegneri sviluppatori consentiranno in futuroquesta possibilità.

Una volta acceso il dispositivo, è necessario attendereun po’ di tempo per avere la reale disponibilità dell’ausilio. Infatti, una volta che il dispositivo è pronto all’uso, la sintesi vocale ce ne da informazione e lo si può fissare agli occhiali, pronto per poter essere usato.

Se non lo si usa per tre minuti, il dispositivo si mette in pausa automaticamente, per risparmiare la batteria, ma se lo stacchiamo dagli occhiali per tenerlo appeso al collo, quando viene staccato dal supporto magnetico si fa in fretta a premere il pulsante permetterlo in sospensione. Se il dispositivo rimane in sospensione per tre ore,si spegne in automatico. Per ripristinarlo dalla sospensione, occorre poco più di due secondi, quindi, si può dire che il ripristino è immediato.

Da tener presente che per ogni azione che si esegue, riceviamo in voce dei messaggi esplicativi che ci mettono in condizione di sapere sempre quello che stiamo facendo.

Or Cam prevede di utilizzare le seguenti funzioni:

– Riconoscimento testo. (OCR).

– Riconoscimento volti, previo addestramento.

– Riconoscimento oggetti, previo addestramento.

– Riconoscimento banconote in Euro.

– Riconoscimento altre banconote, previo addestramento.

– Lettura data ed ora.

– Riconoscimento colori.

– Riconoscimento codici a barre, ma è supportato solo per certi prodotti in Paesi specifici.

Vediamo l’utilizzo della funzione letturatesti.

Quando la luce è sufficiente, la lettura, sia se si indica con un dito il testo da leggere e poi si toglie il dito dal campo di inquadratura della telecamera, sia se si guarda verso il testo e si tocca lo schermo touch per fare una foto, quasi immediatamente il dispositivo ci ritorna in voce il testo riconosciuto con molta precisione.

Al di la di tutte le volte che l’ho provato,leggendo il menu al ristorante, i manifesti attaccati ai muri che mi facevo indicare, biglietti o brochure che spesso ti consegnano al volo i ragazzi che fanno volantinaggio, qualche targa di qualche ufficio, eccetera, proprio per poterne provare tutte le peculiarità anche per questa versione, devo dire che questo dispositivo, nonostante la miniaturizzazione,  ha mantenuto una precisione di riconoscimento e di lettura impressionanti, peculiarità già apprezzata con la versione precedente.

La funzione che ho apprezzato di più mentre si legge una pagina di testo riconosciuta, aggiunta in questa nuova versione,  è quella di poter scorrere il testo sia avanti, sia indietro. Infatti, scorrendo un dito sullo schermo touch dalla telecamera all’altoparlante, , si salta al testo precedente. scorrendo il dito in senso opposto, si salta in avanti nel testo che si sta leggendo. Praticamente si può navigare il testo riconosciuto.

Il doppio tocco sullo schermo touch permettere in pausa la lettura e per riavviarla, è un comando che mancava nella versione precedente e che è molto importante. Praticamente, consente di fermare la lettura se si hanno problemi di ascolto per poterla riprendere senza dover riconoscere di nuovo il testo.

Anche il gesto per interrompere la lettura è molto pratico, perché è molto semplice alzare una mano davanti alla telecamera mostrando ad essa il dorso con le dita in alto, come se si indicasse ad una persona di fermarsi.

Anche la lettura automatica implementata inquesta versione dell’ausilio è importante per chi deve leggere continuamente del testo. Infatti, se si attiva questa funzione da menu, ci basta guardare verso un testo per qualche secondo e ci verrà letto in automatico.Personalmente, questa modalità di lettura non la preferisco, perché è molto semplice leggere indicando il testo con un dito o toccando lo schermo touch per fare una foto al testo da riconoscere.

Gli altri gesti per avere delle risposte,invece,  sono stati implementati in modo naturale con dei movimenti delle mani che, per una persona che ha visto o per un ipovedente sono quelli di uso comune, mentre per un cieco assoluto è molto semplice apprenderli. Vediamo quali sono:

Sono importanti e utili, nonché semplici,  i gesti per farsi dire l’ora e la data, ottenuti mostrando il dorso della mano con il pugno chiuso alla telecamera come se volessimo leggere l’ora sull’orologio al polso. Se si fa il gesto per qualche secondo, ci viene letta l’ora, se si protrae per qualche secondo in più, ci viene detta anche la data.

Con la stessa azione di indicare con un dito quello che si ha necessità di farsi riconoscere, si possono indicare le banconote in Euro e gli oggetti riconosciuti per farseli dire in voce. Quindi,con un’azione semplicissima si fa in fretta ad avere le indicazioni che servono.

La funzionalità per il riconoscimento volti.

Questa funzionalità è stata migliorata sotto tutti i punti di vista. Infatti, si può facilmente riconoscere un volto anche da cieco assoluto. Se si sta parlando  con una persona, guidati dalla sua voce si può facilmente inquadrare il suo volto guardando nella direzione della sua voce e,  tenendo un dito appoggiato e fermo sullo schermo touch del dispositivo, vengono effettuate una serie di foto. Mentre la persona parla, ho provato a spostarmi un poco a destra e un poco a sinistra,sempre fissando la persona che parlava, e dopo i 30 secondi che servono a memorizzare un volto, sono riuscito a memorizzarlo senza problemi e senza dover chiedere alla persona di spostare la testa a destra e a sinistra.

La funzione di salvataggio di un volto riconosciuto è stata migliorata. Il procedimento di memorizzazione ora è molto più semplice, così come anche l’indicazione di un volto dopo averlo riconosciuto in precedenza.

Riconoscimento oggetti.

Per tutti gli oggetti e gli alimenti, per quelli disponibili nel database e per certi paesi, viene riconosciuto direttamente il codice a barre, operazione che per un cieco assoluto è difficile da eseguire.

Però, il riconoscimento degli oggetti è statoanch’esso semplificato. Infatti, basta avere in mano l’oggetto, guardare verso di esso e su un lato, toccare lo schermo touch per alcuni secondi e fino al segnale acustico e si avvia il riconoscimento. Successivamente e guidati dai segnali e dai messaggi, procedere con il riconoscimento che si effettua come anche con la precedente versione di OrCam.

Per ogni lato dell’oggetto,  si indica con un dito e poi, togliendo il dito dal campo visivo della telecamera, il dispositivo scatta delle foto.

Alla fine basta confermare con il nome dell’oggetto.

Per gli oggetti che si vogliono riconoscere,la funzionalità è stata semplificata moltissimo. Infatti, la si effettua  poggiando un dito sullo schermo touch ed inquadrando l’oggetto che si ha in mano per alcuni secondi, fino ad ottenere il segnale acustico di avvio riconoscimento. Con questa versione di OrCam, avendo previstoil riconoscimento su 4 lati, si ottiene un risultato molto più accurato, con la certezza che difficilmente viene commesso un errore quando si inquadra l’oggetto per riconoscerlo.

E’ molto importante leggere attentamente ilmanuale prima di usare questo ausilio, come si dovrebbe fare per qualsiasi device che si acquista, ma consiglio di iniziare poco per volta ed imparando una funzione alla volta, passando alla successiva solo dopo che la si è appresa in maniera completa. Non è difficile, perché il manuale è stato scritto in maniera molto meticolosa, con una chiarezza da spiazzare chiunque  e per qualsiasi funzionalità di questo ausilio.

Avendo usato questo ausilio in casa ed in mobilità, l’ho apprezzato in tantissime situazioni, anche se in certi casi è stato necessario farmi indicare la posizione di quello che desideravo leggere.

Al di la del riconoscimento testo su carta,nelle varie occasioni e soprattutto per i menu al ristorante, la funzionalità che mi ha strabiliato di più è la possibilità di leggere il testo sullo schermo del computer. Infatti, restando spesso da solo a casa, quando si blocca lo screen-reader, disavventura che ti mette in crisi profonda e fino ad aspettare un occhio in prestito, se non si vuole riavviare forzatamente la macchina, con questo ausilio ho potuto leggere cosa c’era a schermo e, comprendendo quello che era accaduto,  ho potuto ripristinare la funzionalità dello screen-reader da solo.

Avendo avuto la fortuna ed il piacere di poter testare entrambe le versioni di OrCam, devo dire che mi ha fatto molto piacereconstatare che, con le ridotte dimensioni di questo ausilio, è molto comodo utilizzarlo anche in mobilità. Ricordo che la mia prima osservazione che feci al dott.  LEON PAULL quando mi fece provare la versioneprecedente nella sede UICI a Roma, fu quella del computer da allacciare alla cinta ed il cavo di collegamento tra computer e supporto telecamera.

Al di la delle migliorie di grandezza e deicomandi implementati che rendono l’ausilio molto pratico da utilizzare anche in mobilità, ho da fare delle osservazioni che spero saranno ascoltate ed implementate per la prossima versione di questo importante ausilio per la nostra autonomia personale.

L’utilizzo di questo ausilio, per persone poco pratiche di tecnologie, non è semplice per le impostazioni e per l’aggiornamento.Anche se sono cose che non si eseguono spesso, sarebbe meglio se fossero alla portata di tutti, anche per chi non utilizza correntemente le nuove tecnologie.Ecco le osservazioni.

Per un disabile visivo è molto difficoltoso collegare il dispositivo alla rete Wi-Fi con la modalità prevista. Con imoderni router che consentono di collegare alla rete i dispositivi con la pressione di un pulsante apposito sull’involucro del router, spero si possa agevolare questa connessione facendola avvenire automaticamente e senza riconoscere un QRCode che è molto difficoltoso intercettare. Avendo la possibilità di usare comandi con il pulsante fisico abbinato allo schermo touch, non è difficile creare dei comandi appositi per far avvenire una connessione al router e al sito per gli aggiornamenti.

Anche l’apertura del menu per le impostazioniè difficoltoso nella modalità attuale. Sarebbe molto meglio se si consentisse di aprirlo con un comando fisico, sempre creato tramite il pulsante e lo schermo touch.

Conclusioni.

Nonostante abbiamo tantissime app suglismartphone che ci eseguono le azioni di riconoscimento che questo ausilio unisce in un solo device, sicuramente siamo tutti frenati dal prezzo di vendita che costringe a pensarci qualche volta in più prima di fare l’acquisto. Però, aver avuto a disposizione questo ausilio per tre mesi, nonostante sono cieco assoluto, una tale esperienza mi induce a farci un pensiero per il futuro.

Spero che le indicazioni e le osservazioni  fornite in questa relazione, scritte cercandodi essere quanto più chiaro e preciso possibile, servono a tutti coloro che leggono per valutare meglio questo importante ausilio per i disabili visivi, migliorato tantissimo sia sotto l’aspetto fisico, sia nelle funzionalità aggiunte.

Per un ausilio così importante per gliIpovedenti e un po’ meno anche per i ciechi, normalmente dovrebbe essere supportato dallo stato attraverso il nomenclatore tariffario, totalmente o parzialmente,per dare la possibilità a tutti di poterlo utilizzare, proprio per l’autonomia che consente di avere. Come associazione, voglio sperare che si possa fare qualche azione importante per cercare di avere qualche agevolazione in tal senso.

Nunziante Esposito

Qui il link utile per saperne di più e vedere le immagine relative a orcam myeye. https://www.orcam.com/it/myeye2/

Coordinatore Commissione Nazionale Ausili e Tecnologie