ANATOMIA DEL PREGIUDIZIO

Siamo tutti vittime e carnefici, nessuno escluso: tutti sopesati, analizzati (sommariamente),giudicati dal nostro intuito che crediamo infallibile. Abbiamo fretta anche nei giudizi su cose e persone, ci lasciamo influenzare da opinionisti improvvisati, amici e colleghi superficiali come noi, articoli di giornali e non ultimi, dai social e da internet. Ebbene si, siamo incrostati da pregiudizi su tutto.
Qui il video sul mio canale youtube:

Ma cos’è il pregiudizio/ Wittgenstein lo definisce un “crampo mentale”, mentre per Albert Einstein, «È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”. Dal latino Prae (prima) Iudicium (giudizio), indica quel giudizio dato prematuramente, senza conoscere gli argomenti pro e contro. I pregiudizi sono durissimi a morire e ci condizionano in tutte le nostre scelte.
Ma cosa determina il Pregiudizio? Credo la fretta: abbiamo troppe cose da pensare e fare; il desiderio di essere accettati dal nostro gruppo o ideologia di riferimento: siamo comunque animali sociali; ma soprattutto la paura. Paura del diverso, del nuovo che mi obbliga a fare la fatica di conoscere e analizzare; e ancora la generalizzazione: quello è così perchè è marocchino o italiano. Se solo ci potessimo fermare un attimo e riflettere, ci accorgeremmo della stupidità di alcuni luoghi comuni.
Io personalmente cerco di esorcizzare i pregiudizi, semplicemente ridendoci sopra. Credo che ridendo si possano dare spallate a questi pregiudizi atavici che piano piano svaniscono. Rido quando, da non vedente, sono accompagnato e le persone si rivolgono al mio accompagnatore nonostante sia io che ho posto una domanda. Ancora rido quando per parlarmi alzano la voce, come se oltre a non vedere fossi anche sordo: ci mancherebbe pure questo. Non sempre il sorriso viene spontaneo perchè una vittima del pregiudizio si sente discriminato, però la risata sdrammatizza, scioglie l’imbarazzo e tra l’altro fa anche bene.

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