Attaccata sui social perchè non vedente o donna?

Annalisa Minetti

Attaccata dai social perchè è non vedente o donna?

La cantante Annalisa Minetti, non vedente, è stata attaccata duramente sui social perché diventata mamma per la seconda volta. Confesso di non essere propriamente un estimatore della cantante: le sue sparate contro i cani guida, contro l’uso del bastone bianco e uno strano giudizio sull’autonomia personale, mi trovano in totale disaccordo, ma sono sempre più allergico a questi attacchi che nascondono, neanche poi troppo, una patologia da non sottovalutare. Il problema sono i social o davvero si pensa che una donna con disabilità non possa diventare madre? La sua disabilità condiziona il suo diritto di diventare genitore? Perchè Andrea Bocelli, non vedente pure lui, può avere figli e la Minetti no? Si è scatenata una tempesta dopo che lei ha pubblicato su Instagram una foto con in braccio la sua ultima nata, Elena, mentre festeggia un bel 27 all’università. Un duro affronto per gli haters (odiatori). Ma ecco un campionario di accuse: “ma come, sei disabile, canti, balli, presenti programmi, e ora diventi anche mamma per la seconda volta?” “Come’è possibile raccogliere così tante medaglie dal paniere della vita partendo da una condizione come la tua?”, “io certo non vorrei fare cose oltre la normalità solo per apparire normale”. E ancora: “sei una persona piena di sé, sei una privilegiata”, “io Non avrei messo al mondo dei figli che non potrei mai vedere”.
Ma non succede solo alla Minetti; Anche la campionessa paraolimpica Bebe Vio, ha dovuto incassare insulti anche più pesanti. Nel mio piccolo anche io sono stato apostrofato su Instagram dove ho inviato una foto: “abbiamo capito che non hai gli occhi, ma sono cazzi tuoi e non sei neppure intelligente, mi stai sul …. “. Naturalmente, dopo un minuto di stupore, il poveretto è stato immediatamente bloccato.

Secondo me i social stanno sfuggendo al nostro controllo e L’invidia sociale galoppa e monta sulla rete. I social network dovevano rappresentare l’alba di una democrazia finalmente compiuta e invece sembra stiano diventando uno strumento di odio e inciviltà. La tecnologia è molto più avanti rispetto alla comprensione che noi abbiamo dei suoi effetti su noi stessi. Tant’è vero che sta producendo delle conseguenze che non avevamo proprio previsto. Come sostiene la psicanalista americana Sherry Turkle, dovremmo amare “la nostra tecnologia a sufficienza da cercare di comprenderla e amare a sufficienza noi stessi da comprendere gli effetti che essa ha su di noi”. E’ evidente il fatto che un certo uso dei social sta innescando una pericolosa deriva, una inesorabile dissoluzione della civiltà. non esiste solo la mamma, ma anche la figura paterna e le rispettive famiglie. Chi sui social attribuisce alla Minetti il privilegio di avere chissà quale rete intorno, dimostra come oggi tendiamo a pensare agli altri come individui isolati e soli, fuori dalla comunità. Il problema è che oggi ci aspettiamo sempre più dalla tecnologia e sempre meno dagli altri. Invece dovremmo poter pensare a una società che ti aiuta e ti assiste, soprattutto se sei in una condizione di fragilità. E in Italia, esiste per fortuna una tradizione, non sempre adeguatamente valorizzata, composta dal terzo settore, dalle associazioni, dal volontariato». Una rete preziosa che si occupa delle nostre fragilità. Questa rete è messa a dura prova anche da questi atteggiamenti sui social; pensiamoci.

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