Perchè è urgente regolamentare il riconoscimento facciale per proteggere le persone — Spazio Vitale

L’uso delle tecnologie di riconoscimento facciale in aree sensibili come la giustizia criminale o la salute dovrebbe essere regolamentato, sostiene l’Istituto AI Now nel suo ultimo rapporto sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società.

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VUOI TU CONOSCEREL’UOMO CHE HA IL CUORE SCARDINATO?

“Lo riconoscerai] dal suo molto parlare, dal turbamento
dei suoi sensi, e dal fatto che in ogni cosa che si dice
litiga per prevalere in essa. Ma colui che ha gustato la
verità non litiga neppure per la verità. Colui che è
ritenuto zelante verso gli uomini a motivo della verità,
non ha ancora imparato la verità, qual essa è. Quando
infatti la impara in verità, desiste anche dallo zelo
per essa. Il dono di Dio e la conoscenza di lui non sono
motivo di turbamento e di urla, ma il luogo dove abita lo
Spirito è interamente pieno di pace, amore e umiltà; e
questo è il segno della venuta dello Spirito: che colui
nel quale egli ha preso dimora è perfetto in queste realtà.
La verità è Dio!”

Isacco di Ninive

Una frase di Isacco di Ninive, asceta, vescovo visswuto tra il 600 e il 700. Mi ero segnato questa frase da diversi anni sul pc perchè mi colpisce l’estrema attualità che è emblematica della sua conoscenza dell’animo umano.

Da questo frammento discendono diversi corollari:

le persone rissose, che si accapigliano per ogni cosa, hanno il cuore scardinato.

Il vero credente, colui che ha fatto esperienza di Fede, non difende le sue tesi con la spada, non è intransigente.

La mancanza di umiltà è propria delle persone che, pur coltivando la sapienza, non ne fanno sfoggio, lasciano andare, non prevaricano.

Semplicistico sarebbe allora affermare che il nostro tempo, fatto di urla alla tv e negli uffici, di sopraffazione delle persone, di fanatismo ideologico e religioso si nutre di superficialità. Divora secondo leggi prettamente consumistiche le idee che bruciano come cerini al vento, offende, insulta e violenta moralmente e fisicamente i credenti di altre religioni.

Probabilmente è sempre stato così, forse oggi i media amplificano situazioni e cose. Sicuramente la Cultura è di pochi, l’Ascesi è di pochi, l’Umiltà è di pochi, la Mansuetudine è di pochi. Sono quei Pochi che fanno progredire la storia. E allora, grazie a quei pochi!

SANTA LUCIA, IL GIORNO PIU’ CORTO CHE CI SIA … MA NON SOLO!

Un pregiudizio atavico lega indissolubilmente il buio ai non vedenti. Più volte mi sono sentito dire che la cecità è la disabilità più grave in assoluto perché stare al buio rende tristi, disperati e arrabbiati; Così ci vedono e ci considerano, ma chi va oltre, si accorge che la serenità, la gioia non dipendono dalla luce percepita dai sensi: se così fosse, allora tutti quelli che hanno il dono della vista sarebbero inclini alla serenità e mai sfiorati dalla tristezza. Non c’è che dire, il buio mette in crisi: lo noto nelle varie “cene al buio” che di solito organizziamo per sottolineare valori che nella nostra società dell’immagine rischiano di naufragare.

Ma allora di quale luce abbiamo realmente bisogno? La Chiesa festeggia Santa Lucia il 13 dicembre e la Santa è stata fin dal suo martirio protettrice dei non vedenti e della vista. Il nome Lucia, dalla radice latina lux, lucis, fa proprio riferimento alla Luce e assume gradualmente il significato di PROMESSA DI LUCE SPIRITUALE, evidenziando ancora una volta la splendida contraddizione cristiana dell’essere deboli, fragili e allo stesso tempo molto forti e determinati.

Ma chi era Lucia? Una ragazza cristiana di famiglia benestante nata a Siracusa nel 281. Fidanzata ad un giovane concittadino, in seguito ad un pellegrinaggio, decide di rinunciare al matrimonio per votarsi completamente a Gesù Cristo. Ciò non piacque al fidanzato che la denunciò con l’accusa di essere cristiana. Durante il processo Lucia fu “invitata” ad abiurare con lusinghe, minacce e torture, ma lei fu irremovibile nella sua Fede. La condanna alla decapitazione fu così inevitabile e lei prima di morire, profetizzò l’imminente caduta di Diocleziano e la pace per i cristiani in tutto l’impero.

Lucia è quindi stata la campionessa della determinazione, dimostrando che seguendo la Luce di Cristo, è diventata a sua volta una fiaccola che arde ancora oggi e dona serenità e speranza di cui abbiamo proprio bisogno in questi tempi in cui per seguire fiammelle insignificanti perdiamo di vista la VERA LUCE.