Come non rimanere intrappolati in un burrone con un iPhone

Articolo esaustivo per utilizzare i nostri smartphones nell’emergenza. Come non rimanere intrappolati in un burrone con un iPhone

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Prendi e vai.

Mercurio doppio

Posto questo articolo E lo condivido. Malgrado il mio blog sia prevalentemente tecnologico ma, non solo, appunto.

Hai mai provato per qualche ora a dimenticarti dello smartphone, dei social, di Internet? A togliere il WiFi, chiudere gli occhi ed ascoltare il tuo respiro, lasciar andare la testa dove vuole lei. Quante cose potremmo fare se ci disconnettessimo così all’improvviso? Potremmo leggere un libro, ascoltare un amico o un familiare, parlarci di persona, visitare quella persona che è da mesi che non vediamo, prendere un foglio e scrivere, provare quella ricetta che abbiamo sempre rimandato, uscire a fare due passi (senza musica ovviamente), ascoltando la città che è sempre in movimento, o ancora meglio partire e rifugiarci in mezzo alla natura.

No, non è il classico post “la tecnologia è il male”, “una volta si stava meglio”, “ritorniamo alle campagne”, Internet è diventato vitale per noi, è uno strumento magnifico che dà lavoro a milioni di persone e per alcuni aspetti ci ha semplificato la vita. Possiamo sentirci e vederci a distanza, ordinare una pizza quando non vogliamo cucinare, orientarci in una città nuova, sapere se domani pioverà o ci sarà il sole, o persino quanto è alta Chiara Ferragni, il tutto in pochi secondi e racchiuso in una scatolina nella nostra tasca dei pantaloni.

Solo che a volte, parlo in prima persona, mi rendo conto di diventarne quasi dipendente, quando perdo il conto delle ore attaccato al computer o quando manca la connessione e mi sento privato di qualcosa di fondamentale. A volte mi innervosisco per quello che leggo sui social, perdo tempo, finisco a guardare video inutili, invidio chi è al mare e posta le foto su Instagram mentre io sono in sessione d’esame.

Sono questi i momenti in cui scelgo di isolarmi, di staccare la spina anche solo per un po’, uscire dal caos della quotidianità e vedere il mondo da una prospettiva diversa. Mi fermo ad osservare l’ambiente in cui viviamo, questo pianeta tanto meraviglioso quanto fragile, i suoi panorami, i rumori, gli odori, mi immergo letteralmente nella natura per fare una pausa e sentirmi meglio.

Da bambino i miei genitori mi portavano spesso in montagna, mi hanno sempre detto “la montagna non stufa mai perché è sempre diversa”. E’ vero, anche lo stesso sentiero, lo stesso bosco, la stessa cima durante stagioni, mesi o persino giorni diversi è in grado di regalarti sensazioni differenti. Li ho sempre seguiti volentieri quando proponevano un’escursione in montagna, e ho continuato questa passione tramandata facendo lo scout fino ai 18 anni. Un’esperienza che mi ha dato tanto, tantissimo, e chi lo è stato sa di cosa parlo. Lo scout è essenziale, si lascia alle spalle tutto ciò che è superfluo perché pesa (letteralmente) durante il cammino, lo scout si arrangia, è autonomo, non si tira indietro quando può rendersi utile, lo scout cammina i sentieri meno battuti, rispetta la natura, non si fa cogliere impreparato.

“Non esiste buono o cattivo tempo,

ma solo buono o cattivo equipaggiamento.”

Sir Robert Baden-Powell

Oltre all’esperienza umana e di comunità è stata un’esperienza che mi ha messo costantemente a contatto con la natura, caldo o freddo, pioggia o vento. Ricordo ancora la settimana di agosto in Toscana, a camminare con gli zaini enormi lungo la via Francigena sotto il sole cocente, o quando iniziava a diluviare e dovevi piantare la tenda per creare un riparo il più possibile asciutto. Ricordo la sensazione di stranezza quando salivo in macchina dopo due settimane trascorse al campo scout, quando prendevo in mano il telefono o ascoltavo la musica, sensazioni che avevo quasi non dico dimenticato, ma disimparato. Poi è sempre bello tornare alla quotidianità e ai suoi agi, il letto è più comodo, il cibo di casa più buono, la doccia calda meglio del torrente gelido, e te ne rendi conto proprio dopo che ti sono mancati.

Non dico fate tutti gli scout o trasferitevi in una malga e rinunciate alla tecnologia, magari non tutti sono portati a fare questo tipo di esperienze o non ne hanno la possibilità. Abiti lontano dalla montagna o non sei convinto ti piaccia così tanto? Non c’è problema, la natura è anche il giardino di casa o il parco del comune dove vivi, quindi esci e fai una passeggiata o tira fuori dalla cantina la bicicletta, pedala e poi stenditi sull’erba, leggiti un buon libro, goditi questi momenti prima di tornare a fare quello che facevi prima. Forse mi ringrazierai.

Autore mercuriodoppioScritto il 20 agosto 2019Categorie Rifletto e vi 

Disponibile l’applicazione per ipoudenti di Google, funziona sugli smartphone Android 6.0 e successivi

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Differenze tra spotify, amazon music e apple music: quale è il migliore?

Reperire musica in internet ormai non è più un problema: lontanissimi i tempi eroici, si fa per dire, in cui esistevano sistemi di condivisione per scaricare musica, che venivano regolarmente neutralizzati e se ne dovevano escogitare altri. Ricordate napster, emule, torrent e simili? Chi non ha scaricato musica e swcambiata con gli amici riempiendo gli hardisk! Ora esistono colossi che gestiscono la musica in streaming per cercare di arginare la pirateria: google music, deezer, amazon music, youtube music, spotify, apple music e innumerevoli altri. Ma esaminiamo le differenze più eclatanti tra apple music, amazon music e spotify, forse i più quotati: quale sarà il migliore?

Il prezzo.

Tutti offrono lo stesso abbonamento a 9,99 euro con alcune piccole differenze: apple music ci consente di pagare 99 euro annualmente risparmiando qualcosa, come amazon music per gli abbonati ad amazon prime. Tutti offrono la prova gratuita di un mese per amazon music e spotify, mentre per apple music la prova sarà di 3 mesi. Per tutte le piattaforme esiste il piano family a 14,99 euro mensili consentendo l’utilizzo per 6 persone della famiglia. Spotify e apple music offrono l’abbonamento per gli studenti a 4,99 euro mensili. Amazon music offre il piano Eco a 3,99, solo per i possessori di amazon eco. Spotify batte però tutti perchè col suo piano gratuito consente l’utilizzo REALMENTE gratuito con varie limitazioni: non consente lo scaricamento dei brani, non si può scegliere la qualità, il brano o l’album specifico che si possono ascoltare solo in modalità casuale. Più interessante però la versione desktop (per pc), dove almeno possiamo selezionare ed ascoltare album e brani con poca pubblicità. Servizio semigratuito quello di amazon music: gli abbonati ad amazon prime possono compiere tutte le funzioni, scaricare brani, agire sulla qualità ma su un repertorio di 2 milioni di brani, anzichè sul totale di 50 milioni di brani, col limite di 40 ore mensili di ascolto. Spotify è il servizio multipiattaformapiù efficiente.

Qualità audio

QUALITA’ AUDIO DEI BRANI: mentre spotify arriva a 320 kb al secondo, amazon music ha 3 livelli di qualità anche se non ha mai svelato i suoi valori, apple musica riproduce a 256 kb. I brani stimati dai 3 servizi sono rispettivamente: 50 milioni per amazon music e apple music, mentre 35 milioni sono i brani di spotify.
SOCIAL: interessante su spotify la possibilità di rendere condivisibili le playlist, mentre su apple musica è bello poter vedere i brani che ascoltano i membri della famiglia nel caso si sia sottoscritto il piano family; su amazon music esiste l’opzione “gli utenti hanno ascoltato questo”. Sulle playlist e le radio, spotify a mio avviso è il migliore: la possibilità di farsi una radio a partire da un brano, ci porta a scoprire nuova musica interessante. La radio funziona anche su apple music ma l’algoritmo è meno preciso e può capitare di ascoltare brani di generi differenti rispetto al primo che si era scelto.

La ricerca dei brani

RICERCA BRANI: migliore in amazon music e spotify. Su apple music è più farraginosa e occorrono 2 passaggi per accedere direttamente al brano, così anche per mettere un like o dislike.
TESTI: Amazon music ne è totalmente privo, su spotify funzionano male, mentre su apple music li troviamo su tutti i brani e possiamo sincronizzare anche i brani sui nostri dispositivi come se fossero a tutti gli effetti brani di apple music.

Quale è il migliore?

Insomma, dopo questa disamina, quale è il migliore dei tre a vostro avviso?
Fatemelo sapere nei commenti 😉

Sorpresa su iPhone! Già da iOS 13.4 possiamo passare i dati via cavo

Ebbene si! Con iOS 12.4 si possono passare i dati tra due iPhone via cavo. Una svolta per Apple che tende a lasciare il suo sistema il più possibile impermeabile, mentre tutti, anche gli estimatori, lo vorrebbero più aperto.

L’indiscrezione era arrivata qualche settimana fa. Tutti immaginavamo che sarebbe stata disponibile da iOS 13, ma invece Apple ha deciso di anticiparla con iOS 12.4 rilasciato recentemente. Stiamo parlando del passaggio dei dati via cavo tra due iPhone.

Al momento, infatti, quando passiamo da un iPhone all’altro, magari perché ne compriamo uno nuovo, possiamo passare i dati con il Bluetooth/WiFi o con iCloud. Possiamo beneficiare dell’iCloud free che offre 5 GB, ma spesso i backup totali superano di gran lunga i 5 Giga canonici.

Qui entra in gioco il passaggio diretto tra due dispositivi autenticati. La modalità con il cavo velocizza il processo ed è utile se siamo in un luogo dove la connessione non è molto stabile.

Però…  quale cavo usare?

In realtà un cavo Lightning-Lightning non esiste. Dobbiamo passare per un accrocchio fatto da un adattatore Lightning per collegare una fotocamera all’iPhone, che integra l’ingresso USB. A questo ingresso bisogna collegare il classico cavo Lightning dell’iPhone.

Così facendo avremo un’uscita Lightning su entrambe le estremità. Dopo aver collegato i due iPhone tra di loro potremo attivare il passaggio dei dati quando uno dei due iPhone è da configurare da zero.