SANTA LUCIA, IL GIORNO PIU’ CORTO CHE CI SIA … MA NON SOLO!

Un pregiudizio atavico lega indissolubilmente il buio ai non vedenti. Più volte mi sono sentito dire che la cecità è la disabilità più grave in assoluto perché stare al buio rende tristi, disperati e arrabbiati; Così ci vedono e ci considerano, ma chi va oltre, si accorge che la serenità, la gioia non dipendono dalla luce percepita dai sensi: se così fosse, allora tutti quelli che hanno il dono della vista sarebbero inclini alla serenità e mai sfiorati dalla tristezza. Non c’è che dire, il buio mette in crisi: lo noto nelle varie “cene al buio” che di solito organizziamo per sottolineare valori che nella nostra società dell’immagine rischiano di naufragare.

Ma allora di quale luce abbiamo realmente bisogno? La Chiesa festeggia Santa Lucia il 13 dicembre e la Santa è stata fin dal suo martirio protettrice dei non vedenti e della vista. Il nome Lucia, dalla radice latina lux, lucis, fa proprio riferimento alla Luce e assume gradualmente il significato di PROMESSA DI LUCE SPIRITUALE, evidenziando ancora una volta la splendida contraddizione cristiana dell’essere deboli, fragili e allo stesso tempo molto forti e determinati.

Ma chi era Lucia? Una ragazza cristiana di famiglia benestante nata a Siracusa nel 281. Fidanzata ad un giovane concittadino, in seguito ad un pellegrinaggio, decide di rinunciare al matrimonio per votarsi completamente a Gesù Cristo. Ciò non piacque al fidanzato che la denunciò con l’accusa di essere cristiana. Durante il processo Lucia fu “invitata” ad abiurare con lusinghe, minacce e torture, ma lei fu irremovibile nella sua Fede. La condanna alla decapitazione fu così inevitabile e lei prima di morire, profetizzò l’imminente caduta di Diocleziano e la pace per i cristiani in tutto l’impero.

Lucia è quindi stata la campionessa della determinazione, dimostrando che seguendo la Luce di Cristo, è diventata a sua volta una fiaccola che arde ancora oggi e dona serenità e speranza di cui abbiamo proprio bisogno in questi tempi in cui per seguire fiammelle insignificanti perdiamo di vista la VERA LUCE.

AMORE LIQUIDO…. CERCHIAMO DI CAPIRE

Da parecchio avevo questo libro nella mia biblioteca elettronica ma, intuitane l’estrema complessità, lo evitavo, fino ad ora. In effetti Bauman è davvero impegnativo, questo libro è privo di una trama vera e propria: lo si può leggere da un certo punto o fino ad un certo punto. La fatica è ricompensata dalla possibilità di comprendere meglio la nostra situazione di uomini in questa società.

Il vero “eroe” è l’uomo senza legami: famiglia distrutta, allargata, ricomposta, lavoro precario o intermittente, ideologie che illudono e poi deludono.

Il tema principale della riflessione di Bauman è dunque

«la relazione umana e la sua sorte” in un’età in cui «gli uomini e donne disperati perché abbandonati a se stessi”, che si sentono degli oggetti a perdere, che anelano la sicurezza dell’aggregazione e una mano su cui poter contare nel momento del bisogno, e quindi ansiosi di “instaurare relazioni, sono al contempo timorosi di restare impigliati in relazioni “stabili”, per non dire definitive, poiché paventano che tale relazione possa comportare oneri e tensioni che non vogliono né pensano di poter sopportare e che dunque possa fortemente limitare la loro tanto agognata libertà di … si, avete indovinato, di instaurare sempre nuove relazioni.

La relazione è dunque il terreno contemporaneo della più grande ambivalenza: deve essere leggera e flessibile per potersi rompere facilmente e dare la possibilità all’individuo contemporaneo di ricostituirsi, ritessersi, mantenendo intatta tutta la potenzialità relazionale di ognuno. In questo modo, ognuno è molto più solo che in passato, ma libero molto più che in passato di tentare forme e sistemi per uscire da questa solitudine; Questo lavorio genera inevitabilmente frustrazione e angoscia.

Oggi l’attenzione dell’uomo contemporaneo tende a concentrarsi sulle soddisfazioni che le relazioni si spera arrechino, proprio perché per qualche ragione esse sono frustranti (sono fragili e deludono le aspettative di eternità) o sono temute (perché si scopre che quando soddisfano pienamente, il prezzo da pagare per questo appagamento è eccessivo in termini di perdita di libertà, cioè di quel potenziale che si congela ogni volta che inizia una relazione).

Da qui il forte interesse nel boom di consulenze che si occupano di curare i legami (counseling, terapia familiare), agenzie matrimoniali, rubriche rosa o per cuori solitari ecc. Secondo l’autore tutte queste consulenze hanno lo scopo di aiutare i singoli a quadrare il cerchio», cioè a riuscire nel compito impossibile di costringere la relazione a dare senza prendere, a offrire senza chiedere, ad appagare senza opprimere.

Che cos’è l’amore? Si chiede allora Bauman. Si tratta di un’esperienza che si può apprendere, un sapere che si può imparare? O forse si tratta di un’esperienza irripetibile e dunque impossibile da imparare? Piuttosto che una domanda su che cos’è l’amore, dunque, bisogna chiedersi a quale dinamica risponde il bisogno di amare nel tempo presente. la soddisfazione, nell’amore individuale, non può essere raggiunta senza la capacità di amare il prossimo con umiltà, fede, coraggio», ma in una cultura in cui queste qualità sono rare, l’acquisizione della capacità di amare è condannata a restare un successo difficile e aleatorio. Perciò, osserva Bauman, «in una cultura consumistica come la nostra, che predilige prodotti pronti per l’uso, soluzioni rapide, soddisfazione immediata, risultati senza troppa fatica, ricette infallibili, assicurazione contro tutti i rischi e garanzie del tipo “soddisfatto o rimborsato”, quella di imparare ad amare è la promessa (falsa, ingannevole, ma che si spera ardentemente essere vera) di rendere l’esperienza dell’amore simile ad altre merci, che attira e seduce sbandierando tutte queste qualità e promettendo soddisfazioni immediate e risultati senza sforzi»

Ma l’eros, come ha notato Emmanuel Levinas, è diverso dal possesso e dal potere,

«è una relazione con l’alterità, con il mistero, vale a dire con il futuro, con ciò che è assente dal mondo che contiene ogni cosa che c’è […]», «il pathos dell’amore consiste nell’insormontabile dualità degli esseri». I tentativi di superare tale dualità, sono destinati a fallire.

Il libro affronta altre tematiche interessanti ma davvero complesse: la sessualità, il desiderio, la voglia, la scelta che finisce per essere un privarsi di possibilità non scelte.

Ma, si continua ad investire negli affetti in cerca di sicurezza, di consolazione anche se è errato considerarlo un Investimento. Davvero è un libro difficile da leggere da cima a fondo; Però, ne vale la pena. Sarò costretto a dedicarmi a qualche libro più abbordabile per un po’ di tempo!

LE PAROLE SONO CHIODI CHE LASCIANO IL SEGNO

Conosciamo tutti il potere dirompente delle parole? sappiamo gestirlo questo potere fermandoci prima della catastrofe?
Credo proprio di no: utiliziamo le parole troppo, male e a sproposito. I linguisti ci raccontano che il nostro lessico è sempre più povero e contaminato; a volte addirittura disconosciamo il significato delle parole che utiliziamo e generiamo fraintendimenti che scatenano la nostra aggressività. Quante volte diciamo “io dico sempre quello che penso, non sono mica un ipocrita”! oppure, “io sono uno che si arrabbia subito, ma poi gli passa”,sfoderando la spada della parola ferendo indiscriminatamente, soprattutto le persone che più amiamo. Quante famiglie traumatizzate e divise irrimediabilmente da un solco di parole pronunciate con violenza senza freni. E quante situazioni salvate da qualcuno che si è fermato in tempo frenando il fiume di parole che aveva dentro, bloccando situazioni incresciose. Siamo sicuri che le persone dicono sempre ciò che pensano? sarebbe un vero guaio: provate ad immaginare un mondo dove si manifestano tranquillamente tutti i pensieri!
Le parole sono chiodi dunque, lasciano un segno e spesso le richieste di perdono non possono più essere ricevute, ci si è spinti troppo oltre. Non parliamo poi delle parole che, vomitate nei social, distruggono reputazioni, instillano dubbi, causano divisioni insanabili, che meriterebbero approfondimenti ulteriori.
Per fortuna le parole possono anche sanare, ricostruire, recuperare, riunire. Tutto dipende dall’utilizzo che ne facciamo, dal nostro cuore; la parola è un semplice strumento nelle nostre mani. Cerchiamo, per quanto ci è possibile, di porre una maggiore attenzione all’impiego che ne facciamo. Ricordiamocene quando ci relazioniamo con i nostri cari, quando affrontiamo persone che non sono propriamente empatiche. un po’ di diplomazia e soprattutto la gentilezza conquistano più della violenza e dell’aggressività.

ANATOMIA DEL CARISMA.

COSA e’ IL CARISMA? CARISMATICI SI NASCE O SI Puo’ DIVENTARE?

                Reagisco stimolato da un video: carismatici si nasce o lo si può diventare? Non mi riferisco al Carisma in senso religioso, che andrebbe approfondito meglio, ma a quello psicologico: cioè quella capacità che ciascuno può avere o no di esercitare una attrazione sugli altri, influenzarli diventando un leader.

Secondo voi uno il carisma lo ha dalla nascita o può acquisirlo? Indipendentemente da ciò che ciascuno ne pensa, esiste una letteratura anche su questo. Vediamo in sintesi alcuni pilastri del carisma:

1 – Autostima: indica una certa sicurezza nei propri mezzi: il confidare nei propri mezzi, genera fiducia che attrae chi ne è carente. Una persona insicura non sarà certamente carismatica. Questa nei personaggi famosi magari può essere creata artificialmente dai midia

2 – Visione: le persone che riescono ad avere una visione, un progetto, una direzione di vita attirano a sè, perché vedono quello che gli altri non riescono proprio a vedere.  Abbiamo personaggi come Nelson Mandela, Martin Luther King oppure visionari come Steve Jobs o Picasso.

3 – Costanza e determinazione: questi sono dotati di foloontà fuori dal comune e procedono oltre là dove le persone comuni si fermano. Penso a personaggi come Pietro Mennea, Alex Zanardi e molti altri che sono un esempio per molte generazioni.

4 – Azione: queste persone non solo parlano ma, agiscono, si coinvolgono e compromettono. Costoro riescono ad attrarre persone che possono portare avanti il loro progetto anche dopo di loro. Penso a don Bosco oppure a personaggi come Enzo Ferrari.

5 – Talento: ce lo vogliamo mettere il talento in una epoca in cui lo spontaneismo è al potere? Devi averlo o comunque lavorarci sopra ma soprattutto devi esserne consapevole. La consapevolezza determina la famosa vocazione: il sapere quale è la tua strada.

6 – Entusiasmo: se il capo comanda, il carismatico col suo entusiasmo coinvolge e ispira gli altri. L’entusiasta contagia le persone con le proprie emozioni e idee.

Ma allora possiamo aumentare la nostra dose di carisma, ammesso che lo si voglia? Credo di si, credo che il nostro vivere abbia bisogno di carisma. In sintesi sono convinto che sia utile:

1 – lavorare sulle nostre convinzioni limitanti passando dal “non riesco” a “ce la posso fare”.

2 – Coltivare il dialogo interno sui nostri talenti.

3 – Lavorar e sul nostro stile marticolare che ci rende, non migliori ma unici.

4 – Crearsi intorno una buona reputazione su ciò che facciamo, i luoghi che frequentiamo.

5 – Coltivare il senso dell’umorismo e l’autoironia. Prendere sul serio le nostre passioni e non rimanere vittime dei nostri errori: le prime restano, i secondi semplicemente accadono e passano.

6 – Circondarsi di persone fantastiche. Conoscere tutti ma frequentarne alcuni.

7 – Cercare di valorizzarsi sia con se stessi che con gli altri. In pratica l’arte del sapersi vendere in senso buono: dare valore anziché sminuire.

Ovviamente ho scritto soprattutto per me, per tenere questi pilastri in debito conto e per poterci lavorare. Vediamo se qualcuno è riuscito ad arrivare fino alla fine di questo scritto: se ci siete riusciti, scrivetemelo nei commenti.

PARLIAMO DI BOT: COSA SONO E COME SI USANO!

Non mi riferisco ai buoni ordinari del tesoro, croce e cruccio di molti economisti e di parecchie famiglie di risparmiatori, per i quali dichiaro la mia assoluta incompetenza. Mi riferisco ai Bot, abbreviazione di Robot: in informatica quei programmini che utilizzano l’intelligenza artificiale e accedono alla rete attraverso gli stessi canali utilizzati da noi umani; messaggi, chat, siti web.

Mi sono incuriosito perché ultimamente li trovo sempre più presenti e attivi in skype, in telegram e altri social. In realtà comimnciamo a trovarli un po’ dappertutto, google ne fa largo uso per indicizzare le sue pagine, ma anche altri servizi li utilizzano per automatizzare operazioni troppo complesse o macchinose per l’uomo: compilazione di messaggi automatici in risposta a richieste di utenti per esempio. In questi giorni ho avuto modo di fare un mini corso nel quale l’insegnante, diciamo così, era un fantomatico Bot, opportunamente istruito con tanto di risposte e spiegazioni.

Naturalmente, purtroppo come ogni cosa, viene utilizzato anche per scopi non proprio benevoli: il vituperato spam, l’acheraggio avendo la possibilità di introdursi in pc e reti, i profili falsi di facebook ed altri social che cominciano ad essere una piaga per noi poveri ignari utilizzatori. Desidero però soffermarmi su uno scopo che potrebbe prendere piede nel futuro prossimo sul quale molto si sta investendo anche se al momento moltissimi Bot lavorano nell’ombra; Se opportunamente configurato il Bot, può sostituirsi nelle risposte agli esseri umani al punto che di mese in mese è sempre più difficile distinguere le nostre conversazioni con persone o bot appunto. Così, se provate su skype, potrete trovare un bot che vi darà informazioni sui voli, utilizzando gli algoritmi di sky scanner. Oppure bing music preview che vi farà vedere ed ascoltare brani di musicisti, o quello che vi informerà su atleti o squadre di qualsiasi sport, e molti altri saranno implementati. I progressi degli ultimi anni sono dati dal fatto che i Bot sono in grado di apprendere dai loro stessi errori ma anche dalla loro interazione con le persone reali, riuscendo a dare risposte sempre più pèuntuali e precise. Possiamo immaginare allora servizi clienti con Bot che lavorano per dare assistenza, vendere;Bot che ci informano del meteo, orari di voli, Bot medici, sportivi, giornalistici, giuridici ed altr. Difficile prevederne gli sviluppi.

Mi sono così divertito a fare un video sul mio canale youtube, nel quale interagisco con i Bot.

https://youtu.be/6Vfn8uBJPzk