L’ESTENUANTE FATICA DEL CAMBIAMENTO: (PARTE II).

L’allenamento al cambiamento diventa importante, compiendo alcuni esercizi come per esempio, accettando piccole sfide che ci portano a superare il nostro limite. Quando mi allenavo facendo judo in palestra, dovevo ripetere gli automatismi svariate volte: meglio fare mille volte sei cose, piuttosto che mille cose sei volte. Noioso? Si ma alla fine i risultati sono tangibili.

LE TRAPPOLE DEL CAMBIAMENTO:
1 – la prima e’ l’abitudine: “abbiamo fatto sempre cosi'”. L’abitudine da’ sicurezza e quindi tendiamo a reiterarla. Le grandi squadre, sono solite vendere i giocatori piu’ pregiati nonostante il mugugno dei tifosi;
2 – No a prescindere: proprio per l’emozione e la fatica che il cambiamento provoca inevitabilmente;
3 – La lamentela: terribile e distruttiva. Il linguaggio ha un potere degenerativo se utilizzato per le lamentele: se io dico che una persona e’ antipatica, tutti cominceranno a dirlo;
4 – Il pregiudizio: sempre in agguato. Generato dalla paura, dall’ignoranza di una situazione. Qui il link ad un mio video sul potere del pregiudizio:

https://youtu.be/f2HEK2nWcBc5 – La competenza: più sappiamo e più rischiamo. Siamo convinti di sapere cose che sono già cambiate.
6 – L’esperienza che può essere amica o nemica traendoci in inganno.

Per concludere, dobbiamo sempre tenere accesa la fiammella del dubbio, non avere l’orrore del possibile fallimento, non inseguire il successo coltivare il cambiamento solo con chi lo vuole veramente, non avere paura di condividere e avere il coraggio di investire una parte di se a fondo perduto. E’ davvero faticoso e rischioso, ma e’ l’unica cosa che si può e si deve fare per il futuro nostro e delle prossime generazioni.

L’ESTENUANTE FATICA DEL CAMBIAMENTO. (PARTE I)

Il cambiamento talvolta ci assale: lo temiamo, lo subiamo, ci mette in crisi, ci crea disagio facendoci sperimentare la nostra proverbiale inadeguatezza; mentre talvolta siamo proprio noi i protagonisti di un cambiamento, auspicandolo e lavorando alacremente per realizzarlo.
Ma perchè cambiare e cosa è il cambiamento? Il cambiamento è naturale, tutto è cambiamento: temperatura, ma anche il nostro umore, le circostanze: fattori interni ed esterni. Le persone per cambiare qualcosa, muovono energie perchè tendono a realizzare cose buone e nuove. Ma cambiare punti di vista, abitudini, modalità è estremamente faticoso: consuma molte energie il doversi riprogrammare, accettare il contributo e le idee degli altri. Dicono i soliti studiosi che, mentre nel 1940 la conoscenza cambiava ogni 2 anni, nel 2004 siamo passati a 18 mesi e oggi? Oggi cambia tutto ogni 11 ore; non è sorprendente?
E allora! mentre un tempo l’unità di misura era l’esperienza, oggi di questa non ce ne facciamo molto. Oggi il parametro sembra essere il sapersi districare in modo critico: il discernimento e soprattutto la flessibilità. Abbiamo tutti una zona di confort che, a dirla tutta, si è di molto assottigliata. Un tempo un padre poteva dire a suo figlio (lascia fare a me che ho esperienza”, oggi i figli ci prendono il telecomando o l’iphone e risolvono a noi i problemi. Non possiamo ovviamente avere tutte le risposte e diventa fondamentale sapere dove andare a prendere queste risposte, vagliarle criticamente e farne tesoro. Naturalmente tutto va troppo veloce ed è inutile e impossibile raggiungere la perfezione; dobbiamo dosare le nostre energie fisiche e soprattutto mentali per resistere appunto al cambiamento.
Il cambiamento ci costa paure, fatica e aggressività; dobbiamo dunque dialogare (valorizzare al massimo il lavoro in gruppo),, ascoltare, pensare alla crescita e ai benefici che ne derivano. Se ci si allena ai cambiamenti, sviluppiamo una muscolatura più forte.
Ci sono trappole che vanno scoperte e disinnescate…….