Gli svantaggi di essere non vedenti.

Faccio seguito all’articolo precedente sui vantaggi di essere non vedente, utilizzando lo stesso stile vagamente ironico. In questo frangente, vorrei soffermarmi sugli svantaggi dell’essere non vedenti, a parte quelli seri che richiederebbero la stesura di un libro, che nessuno leggerebbe; neppure io. Comunque è in preparazione il video su youtube che poi linko.

Deiezioni.

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Alcuni vantaggi di essere non vedenti.

Valter con occhialini 3d

Tanto per chiarire, non sarò molto serio e il periodo di ferie mi induce ad essere leggero e giocoso. Non voglio fermarmi agli svantaggi che arreca la cecità: sono innumerevoli e cruciali: troppo facili da elencare e troppi per essere enumerati in questo articolino. Meno facile e più divertente individuare aspetti vantaggiosi di questo status, per riderci un po’ su, mandando al potere l’ironia.

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Nuove tutele per i disabili, automobilisti e non?

Riporto un articolo sufficientemente esaustivo tratto da Sicurauto.it del 19.06.2019

In arrivo nuove tutele per gli automobilisti disabili e, nel contempo, sanzioni più severe per chi utilizza irregolarmente il contrassegno riservato ai portatori di handicap. Sono questi, infatti, gli aspetti più significativi di un emendamento alla riforma del nuovo Codice della Strada presentato in commissione Trasporti alla Camera dal deputato pentastellato Carlo Ugo De Girolamo, primo firmatario della proposta. L’iter legislativo per l’approvazione definitiva delle modifiche inizierà a breve, quindi per la piena entrata in vigore bisognerà attendere ancora alcuni mesi. Salvo possibili stravolgimenti durante il passaggio in Aula.

LA DEFINIZIONE DI “UTENTI VULNERABILI” NEL NUOVO CODICE DELLA STRADA.
Il testo presentato dall’On. De Girolamo introduce nel CdS la definizione di “utenti vulnerabili”, che comprende anche i motociclisti. “Vogliamo introdurre un nuovo concetto di mobilità urbana, più sostenibile e sicura”, ha spiegato il deputato del M5S. “A chiunque circoli sulle strade italiane, che sia a piedi o su due ruote, dev’essere garantito il massimo della sicurezza. Tra gli utenti vulnerabili rientrano anche gli automobilisti disabili, per i quali si prevedono tutele specifiche”.

SANZIONI PIÙ PESANTI PER CHI OCCUPA GLI SPAZI RISERVATI AI DISABILI.
Nel dettaglio, se l’emendamento passerà esattamente come è stato presentato, ci saranno multe sempre più pesanti per chi parcheggia davanti agli scivoli riservati ai disabili. Un atteggiamento scorretto e disonesto che colpisce persone che hanno bisogno vitale di questi spazi, oltre ad averne diritto. Inoltre aumenteranno le sanzioni per gli incivili che posteggiano l’auto negli spazi riservati agli invalidi. E anche per chi utilizza irregolarmente il pass destinato ai portatori di handicap. Abitudine, se così vogliamo chiamarla, molto più radicata di quanto si pensi…

I VEICOLI PER DISABILI POTRANNO PARCHEGGIARE GRATIS SULLE STRISCE BLU.
“Proprio così”, ha confermato De Girolamo. “Nel mio emendamento all’articolo 1 del testo sulle modifiche al Codice della Strada è previsto il raddoppio della sanzione amministrativa e un incremento nella detrazione dei punti della patente al fine di prevenire la sosta indebita sugli stalli riservati alle persone disabili, oltre a punire l’abuso e l’uso indebito del contrassegno”. Al contrario, sarà consentito ai veicoli per disabili di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu, nel caso in cui non ci siano posti riservati. “Su mia proposta”, ha concluso il deputato, “È prevista anche l’aggiunta di un nuovo tipo di segnale verticale che, integrando la segnaletica esistente, darà agli utenti della strada messaggi di tipo sociale o di sensibilizzazione su questioni di rilievo per la comunità. Tra cui il rispetto degli spazi per i disabili”.

Festa del lavoro ma per i disabili lo è di meno: solo il 20 per cento è occupato.

Posto un trafiletto da il “redattore sociale” e aggiungo alcune considerazioni a margine.
Il mondo della disabilità è molto sfaccettato e articolato. In parecchi e in parecchie circostanze abbiamo potuto dimostrare che, messi in condizione di operare, possiamo dare il nostro contributo alla società. E allora perchè continuano a persistere questi pregiudizi? Cosa hanno di diverso le donne dagli uoumini nel campo lavorativo, e cosa avranno poi di diverso le donne disabili dalle donne normali? Certamente, la festa del lavoro per i disabili è meno festa che per gli altri e lo capirete anche da questo articolo.

Redattore Sociale del 30.04.2019

Festa del lavoro, disabilita’ esclusa: meno del 20% ha un impiego

Denuncia della Fish: la presenza di limitazioni funzionali continua ad esercitare un forte impatto sull’esclusione dal mondo lavorativo. Circa il 70% delle persone con disabilità è inattiva. E la situazione è più grave per le donne. Falabella: “Si emanino presto Linee guida per il collocamento mirato”.

ROMA. La Festa del Lavoro non è per tutti: secondo l’Istat, meno del 20% delle persone con disabilità tra i 15 e i 64 anni risulta occupata. Lo ricorda la Fish, alla vigilia del Primo maggio, evidenziando anche che la quota degli inattivi appare più che doppia tra le persone con disabilità rispetto a quella osservata nell’intera popolazione (quasi il 70% contro circa il 31%). La situazione si aggrava se alla condizione di disabilità si aggiunge anche la differenza di genere: le donne con disabilità risultano più discriminate nel mondo del lavoro sia rispetto agli uomini con disabilità, sia nei confronti delle altre donne senza disabilità.

Quanto alle condizioni di lavoro, l’Ottava Relazione al Parlamento sull’applicazione della legge 68/99 rileva che “i rischi a cui sono esposte le persone con disabilità riguardano l’assunzione con i contratti di lavoro precario e l’attribuzione di basse qualifiche”. E’ evidente, per la Feish, che ci sia una “urgente necessità di modificare le politiche, i servizi, gli incentivi, i controlli per una reale inclusione lavorativa”. A partire dall’emanazione delle Linee guida per il collocamento micrato, come ricorda il presidente della Fish Vincenzo Falabella, “previste dal decreto legislativo 151/2015, uno strumento di indirizzo essenziale. Ma manca anche un’altra importante attuazione di quello stesso decreto – aggiunge: la costituzione della Banca dati sul collocamento, strumento fondamentale per il controllo e per le politiche attive. Entrambi gli atti spettano al Ministero del Lavoro cui FISH si rivolge ancora una volta per sollecitarne l’adozione. Si ricerca e richiede inclusione anche per uscire dal ghetto dell’assistenzialismo – conclude – Si invoca una cultura nuova fondata sui diritti umani e sulle pari opportunità, una visione che produca effetti reali e ricadute concrete sulle condizioni di vita di migliaia di persone con disabilità”.

Se la società fosse più furba ….

Riporto un estratto da un articolo de “la repubblica”: perchè mi piacciono le iniziative originali e coraggiose e tanto meglio se provocatorie. Anche perchè davvero se la società fosse più furba, saprebbe cogliere dalle varie disabilità risorse e forze per ritemprarsi, per rigenerarsi. Chi combatte contro una disabilità, una ingiustizia, porta in sè valori positivi, è costretto a farlo e non perchè è migliore; Questi valori sono: la capacità di accettare, di lottare e di essere paziente.
La Repubblica del 08-03-2019

A spasso con Fiamma contro l’indifferenza

Fiamma Satta è una donna speciale, coraggiosa, con grande spirito di iniziativa.
«Le persone puntano a eliminare la disabilità. Quando giravo col bastone e non stavo ancora in sedia a rotelle, ai tempi del programma radiofonico Fabio e Fiamma, se andavo ospite in tv mi chiedevano: “Le dispiace se il bastone lo leviamo che non è tanto telegenico?”». Stavolta è protagonista con la sua carrozzella, si è inventata un format, A spasso con, con cui debutta domani su La7 alle 11 all’interno del programma di Myrta Merlino, che il sabato si intitola L’aria che tira- Il diario.
Va a spasso per Roma con Carlo Verdone. «Questo è un numero zero, ma la mia idea è cambiare il personaggio che mi spinge», racconta. «Non andiamo in giro a indagare, come faccio da anni sulla Gazzetta dello sport, quando denuncio l’inciviltà delle barriere o la mancanza di accessi per i disabili. Con il mio accompagnatore ci godiamo una passeggiata all’insegna della parola “inclusione”, perché la disabilità non sia più vista con compassione, paura o sospetto, ma sia considerata come un aspetto normale del vivere civile: vado al cinema, in libreria, a comprare un paio di mutande». La coppia non è passata inosservata: «Abbiamo girato a gennaio, è stato bellissimo», spiega la giornalista divertita, «pensavo che Carlo fosse più in difficoltà invece dopo dieci metri, nonostante Via Giulia sia una strada difficile, mi sono sentita sicura. Lo fermavano ogni dodici secondi, non c’erano le barriere architettoniche ma quelle umane. Ho scoperto quello che già sapevo, che è amatissimo». E con lei come si comportavano? «Con me erano incuriositi, non capivano bene cosa stessimo facendo, c’erano due operatori ma non giravamo un film».

“A spasso con” è una passeggiata contro il cinismo e l’indifferenza.
«Cosa vorrei che arrivasse al pubblico? Che la disabilità fa parte della vita, non si deve fare finta di niente, non bisogna voltarsi dall’altra parte. È ora di cambiare, stiamo tornando indietro col razzismo e l’emarginazione; è un momento difficile, lo sguardo si posa sempre su chi è diverso. Nella mia visione del mondo il disabile è portatore di forza. Chiunque stia combattendo è portatore di valori positivi, perché ha la capacità di accettare, lottare e essere paziente. La società dovrebbe farsi furba e usufruire di questa forza, ma viviamo in tempi ottusi».