Le nuove emoji sono più inclusive! ma servono?

Riporto l’estratto da un articolo dal “resto del Carlino” sulle nuove emoticons o emoji che saranno presenti sui nostri smartphones. Sono perplesso sulla necessità di creare sempre nuove emoji che dovrebbero servire poi a cosa? Va bene l’esasperazione dell’immagine, anzi non va bene per niente, ma l’immagine se dice qualcosa, ha bisogno sempre di essere approfondita. A meno che non si voglia rimanere sul piano della superficialità, e temo sia proprio così, la parola deve supportare l’immagine anzi è l’immagine che deve supportare la parola. Giudicate voi!

Il Resto del Carlino del 08-02-2019

La carica delle Emoji

Cani guida, bradipo, coppie interraziali e faccino che sbadiglia: ecco le 230 nuove icone delle emozioni 2019 Saranno integrate dai produttori di sistemi operativi e arricchiranno i messaggini sui nostri smartphone

BOLOGNA. Chi non riesce a fare a meno di arricchire un qualsivoglia messaggino, con faccine, fiori, animali, frutta (e chi più ne ha ne metta), presto avrà ancor più pane per i suoi denti. Nelle tastiere di smartphone e computer stanno infatti per entrare 230 nuove emoji, che come ogni anno, rispecchiano mode, costumi e umori del tempo. I pittogrammi del 2019, approvati dal consorzio Unicode che provvede alla loro standardizzazione, si preparano a inondare le chat di tutto il mondo. Un ventaglio di proposte che abbraccia gli argomenti più disparati: dalla gastronomia al tempo libero, passando per la musica e oggetti mai rappresentati in precedenza. Si segnala un’attenzione particolare alla disabilità, all’inclusività e al regno animale. Qualche esempio? Tra i disegnini spiccano la sedia a rotelle manuale e quella a motore, la persona sorda e l’apparecchio acustico, il non vedente, il bastone bianco, il cane guida, il braccio e la gamba meccanici. Nello zoo virtuale entrano l’orango e il bradipo, la lontra, la puzzola e il fenicottero, che ha imperversato la scorsa estate sulle spiagge, sotto forma di variopinti materassini. Tornando in ambito sanitario troviamo il cerotto, la goccia di sangue, che dovrebbe simboleggiare anche il ciclo mestruale, e lo stetoscopio. Altro tema evidenziato dai nuovi emoticon è l’introduzione delle coppie ‘gender inclusive’. È possibile selezionare diverse combinazioni di due persone che si tengono per mano: uomini, donne o di genere neutro, con varie tonalità di incarnato e capelli. Sul versante musicale arriva il banjo, in quello sportivo il paracadute, la scarpetta da ballo e la maschera con il boccaglio. Le icone dedicate alla cucina aprono alla multiculturalità, con il waffel, il felafel e il mate, cibi e bevanda entrati ormai sulle tavole di tutto il mondo. L’India è rappresentata con il sari, il tempio induista e la lampada diya. La comunicazione graficizzata forza persino i confini dell’opportuna riservatezza legata alla sfera sessuale, con un’icona nata per sintetizzare il concetto di ‘pene piccolo’, che ha fatto molto discutere i web addicted. Giorgio Triani, docente di sociologia all’università di Parma, studioso del fenomeno e autore del recente saggio Allegre apocalissi, commenta: «L’ampliamento continuo delle emoij esprime l’esigenza di una comunicazione sempre più veloce e anticipata. É come se ci fosse ormai la necessità di vivere di ‘anteprime’, in una realtà che resta comunque relegata al mondo virtuale. Secondo studi recenti, negli ultimi due anni sono stati prodotti, grazie al web, più dati di tutta la storia dell’umanità. Le faccine rappresentano la versione iconica di Instagram e ruotano intorno all’esasperazione dell’immagine, propria di questo momento storico». COSA ci stiamo perdendo professore? «Si perde in profondità e si rimane chiusi dentro a stereotipi. Non c’è non più niente di falso di quel detto che recita che un’immagine parli da sola. Un’immagine, seppur iconica, è sempre meritevole di un approfondimento», conclude l’esperto.