IL DRAMMA DI ACHILLE E LA TARTARUGA.

Nei miei corsi agli insegnanti di sostegno, a proposito di tecnologia legata alle disabilità, espongo sempre questo binomio: Achille e la tartaruga. Achille è l’evoluzione tecnologica, veloce, impetuosa, straripante. La Tartaruga: lenta, impacciata, confusa. Più volte ho evidenziato Luci ed Ombre della tecnologia; indubbi vantaggi che consentono di svolgere diverse mansioni che prima erano precluse ma, contestualmente, inducono dipendenze, ansia da prestazione.
Qui un mio articolo precedente per approfondire: https://vscarfia.com/2018/11/07/tecnologia-luci-ed-ombre/ o anche sul mio canale youtube: http://www.youtube.com/c/valterscarfia
Quando un disabile ha acquisito finalmente una abilità tecnologica e sarebbe pronto per sfuttarla a pieno, ecco che Achille è già corso avanti imponendo nuove tecnologie, nuove opportunità e la Tartaruga mestamente deve faticosamente fare un balzo in avanti. Quale insegnamento possiamo trarne da tutto ciò? è proprio possibile che la Tartaruga possa diventare Achille? oppure, non sarebbe meglio per tutti che Achille diventasse la Tartaruga?
Le “lepri tecnologiche”, che corrono sempre più velocemente con il solo scopo di arrivare prime, non sapranno costruire un mondo duraturo, pacifico e solidale.
La strategia della tartaruga è la sola desiderabile se vogliamo un mondo sostenibile, perché permette alla società di darsi il tempo di imparare a vivere insieme.

  • Riccardo Petrella –
    Questa citazione, a mio avviso, racchiude un messaggio molto preciso, denuncia la nostra nuova schiavitù, subdola perchè ci illude di acquisire maggiore libertà proprio mediante l’utilizzo totale della tecnologia. Lo scenario lo conosciamo tutti o quasi, tutti o quasi siamo convinti che il famigerato progresso, proprio perchè è così travolgente e disordinato, ci svilisce, ci frustra ma a conti fatti, chi ha il coraggio della lentezza? Eppure, tutti siamo pronti a denunciare l’insensatezza del nostro incedere vorticoso. Ogni innovazione ci coglie assolutamente impreparati: la abbracciamo non riuscendo a capire se sarà una innovazione utile. E allora! la domanda del secolo: cosa possiamo fare per rallentare, per metabolizzare ogni innovazione e capire se potrà essere una reale conquista?
    Qualche abbozzo di soluzione: Perchè non cogliere questo binomio (Achille e la Tartaruga) come emplematico di un allarme! Perchè non recuperare dalle disabilità la riflessione di essere più prudenti nelle scelte, nelle nuove tecnologie.
    La cultura: la lettura, la visione o ascolto di scrittori e poeti,anzichè la televisione e simili ci dà strumenti più idonei per difenderci dall’aggressione delle novità a tutti i costi, ci consente di fare selezione, di assumere principi e fare ordine su ciò che più contae ciò che non conta affatto.
    Le piccole soste ai box della cultura, della dimensione spirituale per chi ha il dono della Fede, ci consente di avere su tutto questo uno sguardo più limpido, più disinteressato e obbiettivo.
    LO so, lo so, queste sono solo parole ma le parole hanno significati diversi a seconda di chi le legge e ….. chissà che, mentre per alcuni resteranno parole, per altri saranno uno stimolo ad operare un mutamento anche infinitamente piccolo. Sono tanti infinitamente piccoli che poi potrebbero creare un movimento significativo in questo mondo.

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