Il Braille al microscopio. prima parte.

Libro braille aperto.

Da oggi fino al 21 febbraio, dedicherò diversi articoli, qualche immagine o video al metodo di scrittura e lettura Braille, data la sua importanza cruciale per i non vedenti che, Grazie a questo grandissimo metodo inventato da Louis Braille, hanno acquistato dignità di uomini e donne, finalmente soggetti educabili. Ma perchè fino al 21 febbraio? Semplicemente perchè con l’approvazione della legge 126/2007 il Parlamento italiano ha stabilito che il 21 febbraio di ogni anno sia dedicato alla celebrazione della Giornata Nazionale del Braille.

http://www.youtube.com/watch?v=JfW95KsJmn4
Video in occasione della giornata nazionale del Braille.

Il braille è il sistema di lettura e scrittura in rilievo, ideato dal francese Louis Braille, per consentire anche ai ciechi di leggere e di scrivere, di comunicare, di fissare il proprio pensiero, di studiare, di lavorare e di integrarsi nel contesto sociale di appartenenza. Con l’approvazione della legge 126/2007, il Parlamento italiano, primo nel mondo, almeno in questo, ha riconosciuto l’importanza fondamentale di una scrittura dedicata, per una minoranza, altrimenti condannata irreparabilmente all’emarginazione. I ciechi di tutto il mondo sono consapevoli dell’importanza decisiva che l’invenzione di Louis Braille ha avuto per la loro vita. Senza l’alfabeto ideato da Louis Braille, essi sarebbero rimasti indefinitamente esclusi dalla cultura e dal lavoro, i soli mezzi grazie ai quali hanno potuto liberarsi dalla condizione di perenne dipendenza dalla compassione e dalla beneficenza, degli altri, per divenire protagonisti consapevoli della loro integrazione socialEvoluzione della scrittura.

Se pensate che l’invenzione della scrittura risale a più di 4500 anni fa, e la scrittura Braille risale al 1825-50, avrete la consapevolezza di quanto tempo si sia perso e di quanto sia stato fatto in questi 180 anni. E’ stata dunque una autentica rivoluzione sociale e civile, che ha liberato risorse utili, la cultura dei non vedenti, non ancora valorizzate e sfruttate a pieno; ancora aleggiano pregiudizi che devono essere spazzati via dai non vedenti stessi che a volte non si sentono ancora liberi.
Ma analizziamo il metodo per comprenderne l’originalità: consiste in primo luogo nella perfetta rispondenza alle esigenze della percezione tattile che, contrariamente alla percezione visiva, parte dal particolare per approdare al globale: così, la persona normodotata entra in una stanza e abbraccia con lo sguardo la sua globalità per poi giungere ai particolari, sedie, tavolo, mobili, quadri. Il non vedente, esplora il tavolo, la sedia e gli altri oggetti che, grazie agli schemi mentali non deve esplorare in modo approfondito e si farà successivamente la mappa mentale della stanza nella sua interezza. Interessante sarebbe raccontare come si è giunti al sistema attuale, in estrema sintesi, prima venivano rapresentate le lettere in nero in rilievo e per esplorare solo una lettera, spesso il dito esploratore doveva attivare fino a 25 micro movimenti del polpastrello. Per questo i prerequisiti del Braille sono fondamentali per un bambino: lateralità, conoscenza dello schema corporeo, motricità. la fondamentale preoccupazione di Braille fu quella di trovare una scrittura leggibile per mezzo delle dita. «Il lettore cieco non conta i punti in rilievo, come non pochi sembrano credere, ma percepisce delle strutture costituite di punti, in modo tale che i complessi meglio individuabili non sono quelli costituiti da un minor numero di punti, bensì quelli rappresentati da forme più peculiari» (Henri). Semplificando, per percepire l’insieme di puntini sotto il polpastrello, non è necessario alcun micromovimento e la velocità ci guadagna considerevolmente.
Ma allora! possiamo diminuire la distanza dei puntini per recuperare spazio che è il limite più grave del Braille? è possibile con una combinazione che non supera i 6 punti rappresentare gli alfabeti delle varie lingue, la matematica, la musica e il disegno? Ce ne occuperemo.

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