ci fidiamo ciecamente dell’apparenza

Ribloggando, prima di rifugiarmi a letto per non peggiorare l’influenza, rifletto sull’apparenza. Mi domando perchè abbiamo bisogno di mettere l’etichetta, come potremmo fare per il sale o lo zucchero. Ok, il caffè col sale sarebbe terribile ma, per le persone! Per quale motivo un vestito, una faccia dall’aspetto curato dovrebbe indurci a pensare che quella persona sia intelligente, interessante e soprattutto degna di fiducia. Siamo così sicuri del nostro intuito! ci caschiamo sempre. Paradossalmente in questo caso mi viene da dire: “per fortuna non ci vedo” e quindi sono lento a giudicare; non mi basta stringere la mano, parlarci, ascoltarlo brevemente. Ho bisogno di più tempo!

Più di 20 audiolibri disponibili da febbraio.

Gli aludiolibri si stanno affermando anche attraverso nuove piattaforme e case editrici che investono su questa nuova possibilità. Per le piattaforme, accanto ad Audible si sta mettendo in mostra storytel. Nato in Svezia nel 2005 e presente in Italia da luglio 2018, vanta un totale che supera gli 80000 audiolibri nelle lingue principali. E' una sorta di netflix degli audiolibri che possono essere ascoltati attraverso le app sia su iphone che su android on line ma anche scaricati per un ascolto senza collegamento ad internet. Per apprezzare l'evoluzione, Riporto un articolo tratto da Il Post.it del 02-02-2019

Piu’ di 20 nuovi libri da ascoltare a febbraio

“Il nome della rosa” e l’ultimo romanzo di Paolo Giordano su Storytel; le “Storie della buonanotte per bambine ribelli” e una serie comica italiana su Audible, tra le altre cose
A febbraio arriverà su Storytel un altro audiolibro della scrittrice Naomi Alderman.

Se sei una donna tra i 30 e i 35 anni e possiedi un iPhone è anche possibile che tra le 7 e le 9 e tra le 17 e le 20 ti capiti di ascoltare un audiolibro: di sicuro rientri nella categoria di persone che ne ascolta di più con Storytel, la piattaforma di streaming di contenuti audio svedese da luglio anche in Italia. Per te e per le altre come te, ma anche per chi ascolta audiolibri incurante delle categorie statistiche, anche questo mese abbiamo messo insieme le novità più interessanti su Storytel e Audible.

Se non hai ancora un abbonamento a Storytel ma vorresti provare com’è, iscrivendoti alla prova gratuita da questo link puoi usarlo gratis per 30 giorni invece che 14. Chi invece è curioso di ascoltare un audiolibro, ma non vuole sottoscrivere l’ennesimo abbonamento, può ascoltarne qualcuno dall’archivio del programma di Radio Tre Ad Alta Voce, oppure ascoltare l’opera che sta trasmettendo in questo periodo: il romanzo di Klaus Mann Mephisto, letto da Elio De Capitani – parla di un attore talentuoso e senza scrupoli nella Germania di Hitler.

Martedì 5 febbraio.
Su Storytel arriverà un audiolibro interessante per chi ama molto i miti greci e apprezza le loro reinterpretazioni contemporanee: Cassandra di Christa Wolf. Come si intuisce dal titolo, parla della sacerdotessa troiana capace di prevedere il futuro ma affetta da una maledizione per cui non veniva mai creduta. Il romanzo è ambientato alla fine della guerra di Troia, mentre Cassandra aspetta di essere uccisa dai greci e ricorda la sua vita e quella delle altre donne troiane. Come in altri romanzi di Wolf, si parla di liberazione femminile e pacifismo.

Mercoledì 6 febbraio.
Per gli amanti dei gialli, uscirà la versione audiolibro di Sara al tramonto di Maurizio De Giovanni che nel 2018 è stato in cima alle classifiche dei libri più venduti per settimane. La protagonista è una poliziotta in pensione con un’abilità notevole nel saper leggere le labbra delle persone.

Giovedì 7 febbraio.
Per chi invece ha fatto un abbonamento a Storytel per far ascoltare qualcosa ai propri figli, dal 7 febbraio saranno disponibili le versioni audio di Alla ricerca di Nemo e Rapunzel; il 14 febbraio si aggiungeranno invece le versioni Disney di Alice nel paese delle meraviglie e Peter Pan; il 21 Cars 3 e La sirenetta. Per quelli a cui invece piacciono i libri di De Giovanni, ma hanno già letto Sara al tramonto, arriverà Pane, letto da Peppe Servillo: è uno dei romanzi della serie dei “bastardi” di Pizzofalcone.

Venerdì 8 febbraio.
Sempre su Storytel arriverà la versione da ascoltare di Ragazze elettriche di Naomi Alderman, uno dei romanzi di cui si è parlato di più nel 2017, almeno nel mondo dell’editoria anglosassone. È un romanzo distopico ambientato nel presente e in un futuro prossimo in cui l’autrice immagina che tutte le donne del mondo assumano il potere di dare la scossa con una ghiandola del proprio corpo: grazie a questa nuova capacità si invertono i rapporti di forza tra i generi e il mondo cambia completamente, con grossi problemi e atti di violenza. Di Alderman su Storytel è già disponibile Disobbedienza, che invece parla di una donna che, come la stessa autrice, ha abbandonato lo stile di vita della sua famiglia di provenienza, che fa parte della comunità ebrea ortodossa di Londra.

Sabato 9 febbraio.
Su Audible si trovano in esclusiva gli audiolibri dei romanzi di Isabel Allende, la scrittrice cilena autrice di La casa degli spiriti: dal 9 febbraio, a quelli che ci sono già si aggiungerà Afrodita, in cui sono alternate ricette e racconti.

Lunedì 11 febbraio.
Per gli amanti delle biografie su Storytel se ne potranno ascoltare due nuove: una della scrittrice Sylvia Plath, scritta dalla giornalista culturale Leonetta Bentivoglio, e quella di Natalia Ginzburg che era tra i candidati dell’ultimo premio Strega. Si intitola La corsara ed è di Sandra Petrignani.
Su Audible invece la prima puntata di Comedy LIVE, una serie audio di serate di stand up comedy che si terranno al circo Arci di Roma Monk. Ci saranno dieci puntate in tutto; la prima sarà registrata il 3 febbraio.

Martedì 12 febbraio.
Per la categoria libri molto noti da recuperare, su Storytel arriverà Il nome della rosa di Umberto Eco, letto da Tommaso Ragno, che nella sua carriera ha letto anche molti libri per Radio Tre. Se avete solo visto il film, di Il nome della rosa, sappiate che di differenze con il romanzo ce ne sono, se non avete visto nemmeno il film, vi piacerà di più leggerlo (o ascoltarlo) senza saperne troppo.

Mercoledì 13 febbraio.
Su Audible sarà disponibile a partire dal 13 febbraio un audiolibro che forse molti genitori stavano aspettando: quello di Storie della buonanotte per bambine ribelli, il bestseller internazionale di Elena Favilli e Francesca Cavallo. Tra le voci che leggono l’audiolibro ci sono quelle di Luciana Littizzetto, Paola Cortellesi, Jasmine Trinca e Levante. Sempre su Audible arriverà 50 sfumature di nero di E.L. James di cui era già disponibile 50 sfumature di grigio, il primo romanzo della trilogia: se siete tra quelli che si sono sempre chiesti come fosse, ma non hanno mai avuto il coraggio di farsi vedere mentre lo leggevano, ora potete farlo discretamente ascoltandolo.

Giovedì 14 febbraio.
Di nuovo per la categoria dei libri da recuperare, tre romanzi di Alberto Moravia, su Storytel dal 14 febbraio: Agostino, La Noia e Storie della preistoria. Il primo, scritto nel 1942, racconta dell’iniziazione alla vita sessuale di un ragazzino di 13 anni; il secondo, del 1960, è un romanzo esistenzialista e racconta in prima persona le vicende di un nobile romano che prova noia per tutto ciò che lo circonda, almeno fino a quando non si innamora. Il terzo, pubblicato nel 1982, è molto diverso: è una raccolta di 21 brevi racconti che hanno per protagonisti animali umanizzati che vivono in una preistoria immaginaria. Sempre il 14 febbraio Storytel renderà disponibile La famiglia Karnowski di Israel J. Singer, letto dall’attore Paolo Pierobon: è una saga familiare che racconta la storia di tre generazioni di una famiglia di origine ebraica tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta, dalla Polonia a Berlino e a New York.

Venerdì 15 febbraio.
Se Moravia è troppo contemporaneo e vi interessano classici più classici, su Audible il 15 febbraio arriverà Cime tempestose di Emily Bronte, ottimo anche per provare com’è commuoversi ascoltando un audiolibro.

Giovedì 21 febbraio.
Infine il 21 febbraio su Storytel arriveranno un classico in una nuova traduzione e un romanzo uscito l’anno scorso che ha avuto molto successo: il primo è Uomini e topi di John Steinbeck, nella nuova traduzione di Michele Mari, il secondo è Divorare il cielo di Paolo Giordano letto da Alba Rohrwacher. Invece su Audible sarà disponibile Ricordi di un vicolo cieco di Banana Yoshimoto, il 17esimo libro in versione audio che la piattaforma rende disponibile in esclusiva.

Tanti interessi e nessuna vocazione? Sei speciale!

Ribloggo volentieri questo articolo che mi è piaciuto: anche io mi sono definito patologico, parlando di esperienze di lettura, perchè ho troppe passioni finendo per disperdermi in mille rivoli. Sarà anche un retaggio culturale ma ho imparato ad accettarmi con la mia mediocrità su tutto quello che faccio e seguo.

Ascoltare un audiolibro: Pro e contro

Mi piace ribloggare questo articolo de Il lettore curioso perchè la condivido. Nel mio caso, di me non vedente e di altri, facciamo di necessità virtù e la voce lettrice, la prosodia, i difetti di registrazione, passano in secondo piano rispetto alla possibilità di leggere comunque. All’ascolto poi ci si deve educare, abituare e non è proprio come dirlo.

Whats app “odio et amo”: mai per 10 minuti!

Può esistere un galateo per whats app? Beh! qualche piccola regola ci dovrebbe essere. Avete mai ricevuto messaggi di 10 o più minuti, con giri di parole, lunghe pause e ripetizioniche ti innervosiscono? Io si, e se fare un messaggio vocale può essere più semplice, per chi riceve un messaggio così tossico può essere quantomeno imbarazzante.
I messaggi vocali sono tornati in auge. Basta osservare quanta gente cammina con il cellulare davanti a sè mentre sta parlando con foga; l’inkedin li ha implementati ora seguendo viber, whats app e messenger. Ma anche facebook ed instagram si apprestano a renderli possibili sulle loro piattaforme. Negli anni 90 e anche dopo li abbiamo detestati perchè eravamo costretti a chiamare la segreteria, digitando codici, pagando, per poter ascoltare magari uno che buttava giù il telefono. Ditemi quanti di voi chiamava la segreteria! io quasi mai. Le nostre chat erano diventate esclusivamente scritte: più vantaggioso perchè potevi sbirciare velocemente e rispondere al volo anche in mezzo a molte persone, potevi rispondere dopo perchè erano in memoria. Addirittura nel 2012 uno studio, ma non potevano fare altro, si decretava la morte dei messaggi vocali: “per gli adolescenti esiste solo il Testing”. L’anno successivo whats app si reinventa la messaggeria vocale senza più passare dalla odiata segreteria, poi semplificandola ulteriormente consentendo di messaggiare a mani libere. Oggi il messaggio vocale è un odio-amore. Se da un lato chi invia un messaggio vocale lo può fare mentre cammina, cucina o è in auto evitando di scrivere in condizioni difficili, per chi lo riceve è un problema imbarazzante. Non puoi ascoltarlo difronte a molte persone a meno di accostarlo all’orecchio, pratica decisamente sconveniente se sei in compagnia. Non puoi immediatamente sapere se è una richiesta urgente o una semplice divagazione sulla finta bomba di neve. Il più delle volte non si va al punto, si divaga facendo perdere tempo.
Provo a dare qualche indicazione su come potremmo impiegare questa possibilità al meglio.
1 – utilizzarlo solo se per alcune circostanze non possono proprio essere sostituiti da un meno invadente messaggio scritto: quando si è in auto, si stanno sbucciando le cipolle, si hanno difficoltà di scrittura;
2 – Sulla lunghezza poi: pochi secondi perchè inducono a rispondere con messaggio vocale e se sappiamo fare sintesi, in pochi secondi possiamo lanciare un messaggio efficace;
3 – Inoltrare il meno possibile un messaggio audio. Proverbiale in proposito il messaggio inoltrato di Rocco Casalino, il pentastellato che era dispiaciuto del crollo del ponte perchè lo distoglievano dalle ferie facendogli saltare il ferragosto.
Spesso, negli audio, si tende a essere troppo assertivi. Spiega il sociologo della Comunicazione, docente a Messina, Francesco Pira: «Il messaggio audio è un nuovo codice comunicativo, perché la sua prima funzione è esprimersi senza contraddittorio. L’effetto è che lo mandi e ti senti liberato. Volevi dire una cosa e l’hai detta». È insomma una comunicazione che esclude la risposta e riceverlo può essere straniante.
Al solito, è l’utilizzo che se ne fa che pregiudica la validità o meno di uno strumento. Il messaggio vocale ha anche dei vantaggi: non è equivocabile, lo ascolti e non hai bisogno che sia chiarito dalle emoji. Sono proprio imbattibili quando vuoi far sentire la tua voce, l’emozione che il suono rende immediata, mentre se vuoi trasmettere emozioni per iscritto, devi saperlo fare. Un conto è scrivere ti amo e altra cosa è proprio dirlo con la tua voce, magari con la giusta prosodia.

Non di sola carta: esperienze di un lettore per passione.


Immagine libro braille.


mani che leggono con l’optacon.

Per coltivare le proprie passioni si compiono sacrifici decisamente irrazionali: ho speso cifre iperboliche per i pc, per gli scanner che mi permettevano di leggere quando gli ebook erano una promessa, ho passato notti insonni intorno ai pc, alla musica da ascoltare e suonare. Io poi sono patologico: mi appassiono a molte cose e finisco per esaurirmi e non eccellere in niente. Fermiamoci per ora alla lettura. Forse la fame ti viene quando non hai da mangiare: già ho scritto dei pochissimi libri disponibili in Braille, del mio barare sull’età per carpire libri al bibliotecario del collegio. Ho 2 ricordi straordinari della mia infanzia di lettore: il bibliotecario per farci leggere libri, si sottoponeva ad ore ed ore di dattilografia, facendosi dettare libri che trascriveva; semplicemente commovente il suo sforzo che io premiavo ovviamente leggendo il libro appena dattilografato. Una assistente al doposcuola, l’unica, ci chiamava tutti intorno e ci leggeva ad alta voce i libri di Salgari che ascoltavamo in trance. Ho cominciato poi ad ascoltare i libri registrati su audiocassette: l’ascolto dei libri implica una concentrazione particolare per non arrivare a russare più forte della fonte sonora. All’università, dopo la proverbiale crisi per non poter disporre di libri giuridici, avevo studiato una soluzione col mio ex direttore del collegio, che alla sua chiusura era stato trasferito alla biblioteca civica di Torino, per farmi registrare i libri sui quali studiavo per poi restituire le audiocassette alla biblioteca che le metteva a disposizione di altri. Sono orgoglioso di aver così costituito il primo nucleo di audiolibri della biblioteca. Ho trovato autentici angeli dalle voci sgraziate che, con letture e pronunce terribili, mi hanno comunque permesso di laurearmi e specializzarmi in diritto internazionale. Le possibilità di leggere si sono ampliate: per qualche tempo ho letto con l’optacon, apparecchio costosissimo acquistato in America che consisteva in una telecamera che si faceva scorrere sul foglio, collegata ad una matrice tattile di 144 lamelle che ti vibravano sotto il polpastrello dell’indice sinistro che dopo un po’ ti facevano formicolare tutta la mano. Ho ancora questo cimelio, eppure con quell’apparecchio infernale ho consultato codice civile ed altri, libri, cartine geografiche e stradali e i primi pc commodore, 286 e simili.

Io che leggo con l’optacon

Sono passato alle nastroteche, alle cassette a 4 piste, riversate successivamente su cd e mp3, alle letture scansionando interi libri che poi venivano letti da sintesi vocali marziane all’inizio e via via sempre più performanti. Ho sperimentato radio web dove venivano mandati libri a ciclo continuo. Sono passato alla battaglia con gli editori per ottenere la copia digitale accanto a quella cartacea con risultati poco apprezzabili, ma ricordo la denuncia ad alcuni di noi della Rowling, si proprio lei, per aver divulgato la copia presa allo scanner di un suo libro stra venduto.

E ora che possiamo acquistarci gli ebook a prezzi inferiori al cartaceo da leggerci con gli smartphone, ora che possiamo acquistare o reperire audiolibri letti ad arte da voci professionali, mi duole constatare che in pochi leggono assiduamente. Che in pochissimi sosterrebbero il sacrificio di stare ore allo scanner, di farsi martoriare un dito o di attendere per mesi una copia da leggere o pagare un lettore per farsi registrare un testo, di spendere cifre da capogiro per acquistare una Barra Braille per metterci sopra i libri da leggere e consultare. E le riflessioni potrebbero continuare: in realtà non abbiamo più fame, ci crogioliamo nelle nostre case e nelle tecnologie e non dobbiamo stupirci della decadenza della nostra cultura e della nostra civiltà.

Inclusione scolastica e tecnologia: si può portare l’iphone in classe?

L’inserimento nella scuola pubblica dei ragazzi disabili , ipo e non vedenti nello specifico, è ormai da parecchi anni una realtà: perfettibile, con evidenti preoccupanti lacune, ma un valore non più negoziabile, patrimonio culturale della scuola tutta.
Non affronto qui le problematiche inerenti l’inadeguatezza delle strutture e delle risorse umane impiegate; io, da operatore tecnico appassionato di ausili, della tecnologia che può rendere un grande servizio ai disabili garantendo sempre più opportunità, vorrei sottolineare alcuni aspetti non trascurabili che ogni operatore accorto dovrebbe considerare.
La tecnologia, che lo si voglia o no, ci plasma modificando modalità e abitudini: basta considerare il tempo che utilizziamo durante la giornata per vivere una seconda vita su facebook o in compagnia dei nostri vari smartphones in tempi così rapidi che l’aggiornamento tecnologico non si propone ma si impone; se vogliamo che gli aspetti positivi dell’homo tecnologicus prevalgano su quelli negativi.
Per i disabili la tecnologia è una risorsa per superare, almeno in parte, gli handicaps che la menomazione comporta. Siamo così passati, per i non vedenti, dal Braille come unico mezzo per apprendere, ai pc fissi e portatili ingombranti e poco pratici, ai tablet e agli smartphones più maneggevoli e più alla portata delle nostre tasche. Anche questi ultimi così dovrebbero a mio avviso entrare nel quotidiano delle aule per offrire sempre più validi strumenti di formazione ed apprendimento. Il Braille non è semplicemente superato ma, potenziato: i non vedenti possono scrivere e leggere direttamente in Braille mediante terminali Braille di dimensioni e peso contenuti connessi con gli smartphones. C’è di più: i caratteri possono essere digitati direttamente in Braille sugli schermi utilizzando le 6 dita come fossero 6 punteruoli facendo anche a meno delle tastiere speciali costose, voluminose e rumorose. Ormai le sintesi vocali hanno raggiunto qualità eccelse e gli ebooks possono essere letti-ascoltati da lettori sempre più accessibili evitando alla collettività ingenti spese per la produzione di testi Braille che sono poche decine di migliaia a fronte delle svariate centinaia di migliaia di pubblicazioni sfornate in tutto il mondo. Si supera l’accesso diversificato alla cultura in potenziale simbiosi con i ragazzi normodotati.
Spesso per gli operatori, la mancanza di aggiornamento causa ansie e frustrazione e finiscono per definire la tecnologia una fastidiosa difficoltà, piuttosto che una risorsa da gestire per motivare i disabili all’impiego quotidiano. Posso testimoniare il fatto che pochi ragazzi ed adulti si avvalgono della tecnologia per sfruttare al massimo le loro qualità, per paura, per un senso di inadeguatezza, magari anche per pigrizia, dal momento che si preferisce Fare piuttosto che Far Fare a loro, anche per un malcelato pessimismo dei loro educatori o, ancor peggio, per una loro ritrosia per non chiamarla Ignoranza.

Libri e cultura accessibile: la diversità è un vantaggio.

Press-IN anno XI / n. 281

Redattore Sociale del 28-01-2019

Librie cultura accessibile, “la diversita’ e’ un vantaggio”

L’analisi di Roberto Parmeggiani, presidente del Centro documentazione handicapdi Bologna: “Sia che si tratti di persone con disabilità, sia che sitratti di persone di origine straniera, tutti devono essere messi nellecondizioni di avere accesso alla cultura”. Se ne parlerà sabato 9febbraio.

BOLOGNA. “Il libro è uno strumento di educazione e cultura. L’accesso allacultura è uno dei mezzi più importanti che abbiamo a disposizione perrealizzare un’inclusione reale”. Roberto Parmeggiani, scrittore ed educatore, èil presidente dell’associazione Centro documentazione handicap, che gestisce lapiù grande biblioteca specializzata su temi legati alla disabilità. E proprioil Cdh organizza “Il giardino segreto. Convegno nazionale sulla lettura pertutti e i libri accessibili”, in calendario a Bologna sabato 9 febbraio.

Perché è importante riflettere su una cultura per tutti? “Per due motivi. Inprimis, perché l’accesso a lettura e libri accessibili sta crescendo molto:questo significa crescere bene e insieme. Lo ribadisco: un libro accessibile èun vantaggio per tutti, indipendentemente da un’eventuale disabilità”. L’altromotivo – continua Parmeggiani – è che la cultura è il primo passo verso uncontesto davvero inclusivo e accogliente: “Mettere nelle condizioni tutti –persone con disabilità, stranieri – di accedere a tutti i contesti èl’obiettivo”.

Parmeggiani sottolinea, però, la situazione di stallo che riguarda la volontàdi costruire contesti inclusivi: “Siamo a un punto morto, ho come l’impressioneche lo sguardo sia sempre rivolto al passato. Ancora non siamo riusciti aspostare l’attenzione dal problema all’opportunità. Concentrati sullediversità, non capiamo che, invece, dovremmo convogliare tutta l’attenzione el’energia nei processi inclusivi”. E fa l’esempio degli alunni con disabilitàche, per legge, devono stare in classe: “All’inizio si agiva così nel rispettodella legge, poi tutti hanno capito che non isolare è un vantaggio per tutti”.

E se l’obiettivo è realizzare contesti inclusivi, è fondamentale cominciare alavorare già a partire dalla scuola: “Educare i bambini a stare con compagnidiversi in contesti diversi farà di loro adulti più aperti e accoglienti”. Maanche la politica deve fare la propria parte, senza delegare in toto la materiaad associazioni e volontariato: “La politica deve tornare a investire, certo.Ma pensare sempre che il problema lo debba risolvere qualcun altro è sbagliato:tutti possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo, per quanto possa suonareretorico. A scuola, con gli anziani, con il vicino: dobbiamo affrontare concoraggio la paura che la diversità porta inevitabilmente con sé, e superarlacon la conoscenza”.

Il convegno “Il giardino segreto” è organizzato in due momenti: la mattinatavedrà una plenaria in Sala Farnese. Eraldo Affinati interverrà sul perché èimportante riflettere su una cultura per tutti; Marco Muscogiuri delPolitecnico di Milano racconterà di come cambiano i luoghi in cui incontrare ilibri. Si parlerà anche di “risposte diverse per diversi lettori” e di temiritenuti inaccessibili, che in realtà non lo sono, se adeguatamentetrasformati. Il programma pomeridiano prevede 5 laboratori tematici divisi traFondazione Gualandi e Istituto dei Ciechi “F. Cavazza”: uno sarà sul librotattile e le indicazioni per realizzarlo, uno sul libro modificato perscrivere, tradurre e giocare con i simboli, il terzo sul metodo Easy To Read,per semplificare un testo senza diminuirne le qualità, un altro sui libri senzaparole, per sfruttarne le potenzialità in chiave inclusiva, e infine Storie pertutti su come narrare storie attraverso una pluralità di linguaggi.

di Ambra Notari