Se la società fosse più furba ….

Riporto un estratto da un articolo de “la repubblica”: perchè mi piacciono le iniziative originali e coraggiose e tanto meglio se provocatorie. Anche perchè davvero se la società fosse più furba, saprebbe cogliere dalle varie disabilità risorse e forze per ritemprarsi, per rigenerarsi. Chi combatte contro una disabilità, una ingiustizia, porta in sè valori positivi, è costretto a farlo e non perchè è migliore; Questi valori sono: la capacità di accettare, di lottare e di essere paziente.
La Repubblica del 08-03-2019

A spasso con Fiamma contro l’indifferenza

Fiamma Satta è una donna speciale, coraggiosa, con grande spirito di iniziativa.
«Le persone puntano a eliminare la disabilità. Quando giravo col bastone e non stavo ancora in sedia a rotelle, ai tempi del programma radiofonico Fabio e Fiamma, se andavo ospite in tv mi chiedevano: “Le dispiace se il bastone lo leviamo che non è tanto telegenico?”». Stavolta è protagonista con la sua carrozzella, si è inventata un format, A spasso con, con cui debutta domani su La7 alle 11 all’interno del programma di Myrta Merlino, che il sabato si intitola L’aria che tira- Il diario.
Va a spasso per Roma con Carlo Verdone. «Questo è un numero zero, ma la mia idea è cambiare il personaggio che mi spinge», racconta. «Non andiamo in giro a indagare, come faccio da anni sulla Gazzetta dello sport, quando denuncio l’inciviltà delle barriere o la mancanza di accessi per i disabili. Con il mio accompagnatore ci godiamo una passeggiata all’insegna della parola “inclusione”, perché la disabilità non sia più vista con compassione, paura o sospetto, ma sia considerata come un aspetto normale del vivere civile: vado al cinema, in libreria, a comprare un paio di mutande». La coppia non è passata inosservata: «Abbiamo girato a gennaio, è stato bellissimo», spiega la giornalista divertita, «pensavo che Carlo fosse più in difficoltà invece dopo dieci metri, nonostante Via Giulia sia una strada difficile, mi sono sentita sicura. Lo fermavano ogni dodici secondi, non c’erano le barriere architettoniche ma quelle umane. Ho scoperto quello che già sapevo, che è amatissimo». E con lei come si comportavano? «Con me erano incuriositi, non capivano bene cosa stessimo facendo, c’erano due operatori ma non giravamo un film».

“A spasso con” è una passeggiata contro il cinismo e l’indifferenza.
«Cosa vorrei che arrivasse al pubblico? Che la disabilità fa parte della vita, non si deve fare finta di niente, non bisogna voltarsi dall’altra parte. È ora di cambiare, stiamo tornando indietro col razzismo e l’emarginazione; è un momento difficile, lo sguardo si posa sempre su chi è diverso. Nella mia visione del mondo il disabile è portatore di forza. Chiunque stia combattendo è portatore di valori positivi, perché ha la capacità di accettare, lottare e essere paziente. La società dovrebbe farsi furba e usufruire di questa forza, ma viviamo in tempi ottusi».

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