In macchina: pensieri su 4 ruote.

Prosegue la mia serie dopo il treno e il pulman, poteva mancare la macchina? Sono di ritorno da Milano, ovviamente in macchina. Naturalmente non guido e tengo saldamente il cellulare tra le mani come se fosse la barra del timone dei miei pensieri. Oggi abbiamo auto performanti e chissà come saranno nel futuro; chissà se arriverò a guidarne una da non vedente! Direi di no, casomai da un mondo parallelo, poi osserverò come le auto sapranno districarsi nel traffico da sole, come parcheggeranno.

Ma ricordate come erano le auto degli anni 70? sedili in finta pelle, senza aria condizionata, poco isolate dall’esterno, con moteri rumorosi e con il portapacchi sulla capotta. Noi piccoli con i pantaloni corti restavamo letteralmente incollati ai sedili e quando ti alzavi eri grondante anche per il caldo. Ma ricordate cosa era andare in ferie? da delirio: inscatolati in abitacoli risicati, col sole addosso, pieni di pacchi dappertutto e con le valige sul fatidico portapacchi. Io avevo sempre il terrore che i pacchi volassero via alla prima frenata. Ora non so quanto resisteremmo viaggiando a quel modo. Tutto è deformato dalla memoria che ci fa sembrare fantastico un passato lontano. Eppure mi piacerebbe stare per settimane in città senza i rumori dei motori, con la possibilità di poter attraversare le strade senza troppi patemi d’animo. Proprio vero che ogni nuova cosa se ti dà da una parte, ti toglie dall’altra.

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