Internet e non vedenti: come navigano?

Già abbiamo esposto modalità e possibilità per rendere un sito più accessibile e accattivante per i disabili visivi ma il vantaggio è proprio per tutti che ci guadagnano in utilizzo e immediatezza. Ma come navigano realmente i non vedenti, trappole elettroniche permettendo!

Quali periferiche?


La sintesi vocale, o meglio lo screen reader, è la periferica di gran lunga più utilizzata dai non vedenti; Esiste poi la Barra braille, sicuramente meno impiegata per il costo eccessivo, per la mancanza di conoscenza del metodo Braille e per la lentezza di utilizzo, (sarà oggetto di un ulteriore approfondimento), e il videoingranditore per gli ipovedenti. 

Lo sviluppo nel tempo.

Fin dalla metà degli anni Ottanta sono stati sviluppati sistemi hardware e software per consentire ai ciechi di utilizzare il computer. Attualmente esistono diversi screen readers per Windows, il voice over per gli apple, mentre per quanto riguarda gli altri sistemi operativi la situazione è carente, anche se ci sono alcuni progetti per rendere accessibile Linux.

Gli screen readers, o lettori di schermo, sono degli applicativi che di solito vengono eseguiti all’avvio del computer, per consentire all’operatore non vedente di avere fin da subito il controllo del sistema operativo. Questi programmi trasformano in voce il testo che appare sullo schermo.

Nei pc multimediali la voce sintetizzata viene riprodotta attraverso la scheda audio e le relative casse, ma esistono anche dispositivi esterni dedicati a questa funzione, in modo da limitare l’uso della CPU e della scheda audio. 
Comunque, ormai la quasi totalità dei ciechi utilizza la scheda audio del pc, in quanto questa soluzione è molto più economica di quella con hardware dedicato. 
Il costo dello screen reader può variare dai 1.000 ai 1.500 euro, a meno di utilizzare Nvda, un efficientissimo software open source (gratuito) del quale vorrei trattare a parte, data la sua duttilità. Discorso complesso quello delle sintesi vocali in senso stretto, (le voci che ascoltiamo),che variano di prezzo a seconda della qualità e del gusto degli utenti.

Gli screen reader più utilizzati.

In Italia attualmente vengono commercializzati due screen readers, ne abbiamo altri ma sono di nicchia: 
1) Jaws per Windows di Freedom Scientific , distribuito da varie ditte, tra cui Visiondept, Centro Nazionale Tiflotecnico U.I.C. Istituto Cavazza ;

2)Window-Eyes di GW-Micro , distribuito dalla Tiflosystem ;

Centro Nazionale Tiflotecnico U.I.C. .

Insieme alla funzione di sintesi vocale, presente in tutti gli screen readers moderni, esiste anche un altro dispositivo hardware che può essere collegato al pc: si tratta del display braille 
Questo dispositivo riproduce in alfabeto braille ciò che appare sullo schermo. Sono però pochi i ciechi che utilizzano questo strumento, sia per il suo costo elevato (si va dai 1.700 euro per un display da 20 caratteri fino a 7.000 euro per uno da 80 caratteri), sia perché sono pochi i non vedenti che conoscono l’alfabeto braille.

Bisogna ricordare che il D.M. Sanità 332/99 prevede che questi strumenti siano forniti come protesi dal Servizio sanitario nazionale, quindi dalle ASL. Tuttavia la normativa è assai farraginosa e sembra variare da zona a zona, per cui spesso risulta difficile usufruire di queste agevolazioni. 

Brouser vocale.

Una soluzione alternativa allo screen reader è l’uso di un browser vocale . Si tratta di programmi realizzati esplicitamente per la navigazione dei siti web. Rispetto agli screen readers, che sono strumenti per il controllo generico del sistema operativo e delle applicazioni, un browser vocale può essere utilizzato esclusivamente durante la visita ad un sito web, oppure per scaricare la posta elettronica da una finestra del browser dedicata.

Proprio perché si tratta di un’applicazione ad hoc, generalmente è più semplice utilizzare un browser vocale, in quanto è dotato di menu standard. Per comandare uno screen reader è invece necessario utilizzare delle combinazioni di tasti che non si trovino in conflitto con quelle normalmente utilizzate dalle applicazioni che il sistema operativo sta eseguendo.

I lettori vocali potrebbero così rappresentare una utile soluzione da impiegare nelle postazioni pubbliche di accesso a Internet, come ad esempio le biblioteche.

Ibm Home Page Reader è l’unico browser vocale degno di nota e dispone di un buon supporto ai tag ed attributi dell’Html accessibile.

Oltre a riconoscere il cambio di lingua all’interno del testo (sempre che chi realizza le pagine utilizzi l’attributo lang e l’utente configuri il reader perché riconosca automaticamente la variazione) riesce ad interpretare in modo efficace i numerosi tag e attributi per una navigazione efficace all’interno delle tabelle. 
L’operatore ha la possibilità di modificare la modalità di esecuzione di Home Page Reader, così da spostarsi agevolmente tra paragrafi, oppure tra link, intestazioni e frame.

Il costo di Ibm Home Page Reader si aggira intorno ai 170 euro.

È da segnalare anche Connect Outloud di Freedom Scientific, che è sostanzialmente una versione limitata di Jaws in grado di gestire solamente Internet Explorer e Outlook Express per la posta elettronica. Il suo funzionamento è identico al funzionamento dello screen reader nelle pagine web, ma ovviamente il suo costo è inferiore (intorno ai 300 euro).

Va comunque detto che questi programmi dedicati sono poco diffusi, in quanto chi acquista un computer vuole usarlo in tutti i suoi aspetti, quindi preferisce acquistare uno screen reader piuttosto che singoli programmi dedicati a funzioni particolari.

Strategie degli screen reader nella navigazione.

Per chi non può vedere il monitor, una grossa difficoltà è data dal non avere una panoramica del layout della pagina: può solo cominciare a leggerne il contenuto con lo screen reader e selezionare un link che man mano incontra. Ed è a questo punto che deve subentrare un formatore che indichi ai non vedenti strategie e potenzialità di questi screen reader, generalmente sottovalutate ma, proprio la non conoscenza di strategie procura frustrazione e perdita di tempo per reperire le informazioni. Le versioni più recenti mettono a disposizione comandi per spostarsi rapidamente tra le intestazioni, raggiungere una determinata tabella o un frame, saltare una serie contigua di link.

L’università di Wisconsin-Madison nel 2001 ha realizzato due video in cui il concetto di navigazione sequenziale è stato ben espresso e dove potete trovare diversi suggerimenti su come realizzare pagine accessibili, oltre ad un’ottima introduzione al funzionamento degli screen readers. 
È comunque impensabile che lo screen reader o il browser vocale leggano proprio tutto quello che appare sullo schermo.

Lo screen reader dispone di meccanismi che selezionano di volta in volta quale testo vocalizzare. Se, ad esempio, si apre il menu Start, lo screen reader legge la prima voce del menu. Se ci si sposta con i tasti freccia, la sintesi leggerà le varie voci del menu e darà informazioni aggiuntive, ad esempio indicando se una determinata voce ha un sottomenù.

Lo screen reader fornisce anche messaggi che aiutano ad orientarsi, ad es. avverte se si è aperta una finestra di dialogo, se si è chiuso un menu, ecc. In una finestra di dialogo dà informazioni sui diversi elementi (ad es. indica se ci troviamo su un pulsante, su una lista di elementi, su un campo editazione, ecc.).

Lo screen reader rende disponibile un sistema di emulazione del mouse, cioè consente di spostare il puntatore del mouse mediante le frecce e di simulare il click sinistro e destro. Inoltre è possibile esplorare lo schermo, cioè leggere lo schermo dall’alto verso il basso senza influire né sulla posizione del cursore del computer, che del resto spesso non si può spostare liberamente sullo schermo, né sulla posizione del mouse.

Durante l’esplorazione dello schermo con o senza spostamento del puntatore del mouse, lo screen reader legge qualsiasi testo che incontra, ma ovviamente non è in grado di interpretare le icone o di leggere il testo presente al loro interno sotto forma di immagine.

Confidiamo nella intelligenza artificiale per interpretarle come già accade in facebgook, instagram e in google. Per questo motivo, nel realizzare una pagina web, è importante utilizzare tutti i tag a disposizione per facilitare la lettura da parte di uno screen reader.

In questo caso particolare può essere impiegato l’attributo alt e assegnarli una descrizione breve ma completa dell’immagine che lo contiene. Se, invece, l’attributo non è presente, lo screen reader indica semplicemente la presenza di un elemento grafico. Solitamente gli screen reader omettono la lettura dei grafici non cliccabili privi di descrizione testuale alternativa. In generale è opportuno non etichettare tutti gli elementi grafici puramente decorativi, poiché la loro lettura da parte della sintesi vocale risulterebbe assai pesante.

Per quanto riguarda l’accesso ai siti web, inizialmente gli screen reader si limitavano a leggere in maniera sequenziale dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra il testo che appariva sullo schermo. Purtroppo le pagine web sono particolarmente complesse e così spesso il testo è disposto su più colonne affiancate, vi sono elementi grafici e animazioni. Per questi motivi la navigazione risultava assai difficile.

Già a partire dal 2000, grazie anche ad una libreria sviluppata da Microsoft e disponibile in Internet Explorer e in tutti i programmi che si appoggiano a quest’ultimo, gli screen reader entrano in una particolare modalità quando si accorgono che è in esecuzione un browser, e tentano di interpretare la struttura della pagina attualmente visualizzata.

Le pagine web vengono presentate come una serie di righe poste una sotto l’altra. Si possono scorrere con i tasti freccia come se ci si trovasse in un word processor. Le pagine vengono decolonnizzate (o linearizzate), cosicché il testo viene letto secondo un ordine logico.

Vengono descritti i principali elementi: in presenza di un link lo screen reader dirà “link” seguito dal testo che lo contraddistingue. Normalmente, quando una pagina web viene caricata, lo screen reader inizia automaticamente a leggerla. 
Jaws e Nvda danno anzitutto una informazione sul numero di frame e di link presenti sulla pagina, quindi leggono il titolo della pagina, prelevandolo dal tag title della sezione head del file Html. Window-Eyes legge invece solo il titolo.

Se, scendendo con la freccia giù, si incontra una immagine, lo screen reader dirà “grafico” seguito dalla descrizione alternativa che appare nell’attributo alt dell’elemento img .

Se l’attributo alt non è presente o è vuoto, viene letto il nome del file contenente l’immagine. Per impostazione predefinita lo screen reader non dà informazioni relative ad immagini prive di testo alternativo, in quanto presume che si tratti di elementi grafici privi di importanza.

Se l’immagine rappresenta un link, lo screen reader dirà “link grafico” seguito dal testo descrittivo. In mancanza di tale testo, lo screen reader può comportarsi in modo diverso: può leggere il nome del file contenente l’immagine oppure può leggere l’Url ad essa associato, o ancora può leggere il contenuto del tag title o onmouseover. Lo stesso accade con le mappe immagine.

In generale bisogna evitare di fornire informazioni esclusivamente tramite il colore. Caso tipico è quello dei moduli, nei quali i campi contrassegnati in rosso sono obbligatori.

Lo screen reader informa anche sulla presenza di tabelle, indicando il numero di colonne e di righe. 
Le tabelle vengono decolonnizzate, cioè vengono lette una cella dopo l’altra. Ci sono dei comandi che consentono di muoversi all’interno delle tabelle, ad esempio spostandosi di cella in cella in senso verticale. 
Se per i titoli vengono usati i tag th e scope, lo screen reader è in grado di identificare la cella corrispondente come titolo e di leggerlo a richiesta dell’utente. 
Lo screen reader legge automaticamente il testo contenuto nell’attributo summary prima di iniziare la lettura dei dati contenuti nella tabella.

I lettori di schermo annunciano anche le intestazioni (tag da h1 a h6) e consentono di spostarsi rapidamente tra le sezioni identificate dalle intestazioni.

Nelle pagine web ci si può sempre spostare tra i link con il tasto Tab. Tuttavia questo non risulta molto agevole, se sulla pagina ci sono decine o centinaia di link. Perciò tutti gli screen reader e i browser vocali prevedono una funzione che fa apparire sullo schermo l’elenco di tutti i link, che può essere scorso con le frecce. I link si attiveranno premendo Invio su quello desiderato.

Per questo motivo è importante che il testo associato ad ogni link sia significativo e non si limiti a cose del tipo “clicca qui”, che lette al di fuori del contesto non hanno alcun significato. 
Gli screen readers sono anche in grado di annunciare automaticamente l’inizio e la fine dei frames, leggendone il titolo. Per questo motivo il titolo dei frames deve essere autoesplicativo e non limitarsi a cose del tipo “leftframe” o “superiore”.

Per quanto riguarda i tasti di accesso rapido (tag acceskey), tutti gli screen readers li annunciano automaticamente. Pertanto possiamo certamente auspicare l’uso di questi tag quanto meno per i link più significativi, facendo però attenzione che non vadano in conflitto con i tasti caldi del browser. Ad es. il tasto di accesso d va in conflitto con la combinazione alt+d utilizzata da Internet Explorer per accedere alla barra dell’indirizzo. Poiché gli screen reader utilizzano i tasti freccia per muoversi all’interno della pagina web, i programmatori di questi software hanno dovuto introdurre una modalità particolare per la compilazione dei form, detta “modalità maschere” o “modalità interattiva”.

In questa modalità lo screen reader cerca di individuare il testo associato ad ogni controllo (ad es. il testo che indica cosa bisogna inserire in un determinato campo editazione). Per fare ciò si basa sul tag label oppure sull’attributo name dell’elemento input. Se tali elementi non sono presenti o non sono univoci, lo screen reader può leggere informazioni sbagliate o non leggere assolutamente nulla. Lo stesso accade se il testo che indica il dato da immettere è costituito da una immagine.

Ciechi e tecnologia, una corsa ad ostacoli e ad inseguimento.

Quella delle tecnologie accessibili è una corsa ad inseguimento: la tecnologia corre e gli sviluppatori dei software di sintesi vocale le corrono dietro. Non si fa in tempo a raggiungere un traguardo che già la tecnologia pone nuove sfide.

È stato così per Windows (solo nel 1995 sono usciti i primi programmi che consentivano di accedere all’interfaccia grafica in maniera decente), è stato così con la trasformazione del web da elemento prevalentemente testuale e statico ad elemento prevalentemente grafico e dinamico.

Quando finalmente siamo riusciti a leggere quasi tutte le pagine web grazie alle nuove funzioni offerte da Internet Explorer 5 ed all’adozione del cosiddetto cursore Pc virtuale, è arrivato Flash, assolutamente inaccessibile per il modo in cui era concepito. Successivamente Macromedia ha fornito delle linee guida per rendere accessibili agli screen readers le animazioni Flash, ma sono ancora pochi gli sviluppatori che le conoscono e le utilizzano.

Lo stesso discorso vale per i documenti PDF, molto diffusi su Internet. Questi file possono considerarsi pienamente accessibili solo se chi li realizza segue le apposite linee guida dettate dalla Adobe.

Attualmente una nuova sfida è rappresentata dalla tecnologia Ajax . Per il momento nessuno screen reader è in grado di intercettare le modifiche delle pagine web realizzate con questa tecnologia. Una delle cose più fastidiose per chi accede alle pagine web con una sintesi vocale è la lettura ripetuta delle barre di navigazione e di tutti gli altri elementi che compaiono in tutte le pagine di un sito web. Per evitare ciò, gli screen reader hanno degli algoritmi che cercano di individuare il testo ripetuto sulle pagine web, in modo da evitarne la lettura.

Occorre sempre tenere presente che un cieco, non potendo avere l’immediato colpo d’occhio sulla pagina, non può coglierne la struttura e deve quindi necessariamente procedere nella lettura dall’inizio della pagina fino a trovare la porzione che gli interessa.

Questa funzione non sostituisce comunque la necessità per lo sviluppatore di prevedere un link che salti al contenuto della pagina, nonché utilizzare correttamente le intestazioni per suddividere il contenuto della pagina in sezioni.

Inoltre lo screen reader non è in grado di leggere automaticamente il testo associato ad eventi scatenati dal mouse, tipicamente l’attributo mouseover.

Un altro aspetto critico è l’aggiornamento automatico delle pagine web. Ci sono pagine web programmate per essere riscaricate automaticamente dal browser ad intervalli predefiniti, oppure vi possono essere i frames o animazioni Flash che si aggiornano. In entrambi i casi lo screen reader ricomincia a leggere la pagina web dall’inizio.

Sarebbe opportuno avvertire l’utente della presenza di meccanismi di autoaggiornamento e dargli la possibilità di disattivarli, sebbene quasi tutti gli screen reader consentano di disattivare l’aggiornamento automatico delle pagine.

Annunci

Una risposta a “Internet e non vedenti: come navigano?”

Che ne pensi di questo articolo? Commenta e di' la tua!