Distratti dalle distrazioni che ci distraggono.

Scrivo di getto, qui sull’iphone. Oggi vivrò una giornata intensa, caotica: aggressiva. Ho letto prima di cominciare questo giorno, un frammento del libro !la fine è il mio inizio” di Tiziano Terzani. Lo sto leggendo per la seconda volta e questo mi accade raramente. Mi ha colpito la frase riportata nel titolo che sarebbe poi una citazione di S. T. Eliot. I nostri pensieri sono corti, veloci, superficiali. L’uomo naturale, quello che può permettersi di stare ore all’aperto osservando la natura, è più autentico e per questo meno aggressivo. Noi, appunto, siamo troppo distratti dalle distrazioni che ci distraggono. Cominciamo dal silenzio, dalle televisioni spente; che ci vuole! Prima però, lasciate che guardi il telegiornale, per sapere cosa succede, ovviamente.

Beltmap, il google map che aiuta i non vedenti ad essere indipendenti: con riserva.

Riporto una notizia di questa cintura che aiuterebbe i non vedenti a districarsi nel traffico della città. Naturalmente sarebbe tutta da sperimentare e il tono della notizia è, credo, troppo enfatico. 
Una cintura che emana vibrazioni in sostituzione della guida audio: Beltmap
permette di raggiungere qualsiasi meta in autonomia
È l’equivalente di Google Maps per aiutare ipovedenti e non vedenti a
camminare in città. Beltmap riesce, infatti, a risolvere i problemi che chi
non vede, o vede molto poco, riscontra con l’audio-guida delle mappe di
Google. Grazie a una cintura che emana vibrazioni, connessa all’app per
smartphone, l’invenzione di questa startup consente di orientarsi ovunque ci
si trovi, mantenendo le mani libere e permettendo di concentrare l’udito
soltanto sui rumori dell’ambiente circostante.
Superati i limiti di Google Maps
Se le mappe di Google danno indicazioni poco precise sulla direzione, ma
riferiscono soltanto se svoltare a sinistra o a desta, Beltmap fornisce
informazioni esatte proprio nel momento in cui si deve cambiare direzione.
“Altro problema sostanziale per un ipovedente o non vedente è rappresentato
dal fatto che, seguendo l’audio-guida di Google, l’utente si debba
concentrare sulle informazioni fornite dal motore di ricerca, prestando meno
attenzione, invece, ai rumori provenienti dall’esterno, per lui essenziali.
Beltmap, avvalendosi di vibrazioni, non implica la necessità di udire
messaggi, permettendo di potersi concentrare sui rumori esterni”, rivela a
StartupItalia il founder di Beltmap, Francesco Volpi.
Se il cane guida, infine, rappresenta un compagno affidabile e fedele per
chi soffre di queste patologie, non è, comunque, in grado di condurre la
persona verso mete a lui sconosciute. Beltmap consente, invece, a queste
persone di spostarsi in maniera indipendente, in sicurezza.
Come funziona Beltmap
“L’utente, dopo aver impostato la propria destinazione sull’app tramite
comando vocale, può riporre in tasca il proprio smartphone. Sarà
esclusivamente la cintura, infatti, tramite vibrazione, a guidarlo verso la
meta impostata”, spiega il fondatore Volpi. Nello specifico, questa vibrerà,
ad esempio, sul fianco sinistro nel momento in cui debba girare in quella
direzione (e viceversa), mentre emetterà vibrazioni centrali per proseguire
a diritto.
Cintura e app sono connesse tra loro grazie alla tecnologia bluetooth,
liberando l’utente da eventuali fili che potrebbero essergli d’intralcio. Il
dispositivo, invisibile se indossato sotto la giacca, gode di 20 ore di
autonomia con una singola carica. “Con ulteriori sviluppi, Beltmap potrebbe
rappresentare anche una valida soluzione per persone sordocieche al momento
escluse dalla nostra guida”, spiega l’ingegner Volpi.
Genesi dell’idea e i riconoscimenti ottenuti
Oltre a Francesco Volpi, ingegnere elettronico, l’idea è stata messa a punto
da Paolo Ferrazza, collega di Francesco e senior software developer di
Beltmap, Simone Gelato, ingegnere gestionale e business developer di
Beltmap, e Antonella Rubicco, CEO di A3CUBE inc basata in Silicon Valley.
“L’invenzione è nata durante l’Università, osservando, per strada, il
disorientamento di chi soffre di disturbi visivi – spiega il dott. Volpi –
Inizialmente abbiamo proposto l’idea ad associazioni di categoria genovesi,
città in cui vivo. L’iniziativa è stata presa in considerazione con
entusiasmo e curiosità, pertanto siamo stati spinti a portarla avanti e
strutturarla”.
La startup è stata costituita a marzo 2018, con sede legale a Milano, e
operativa a Genova, anche se i ragazzi lavoravano al progetto, a tempo
perso, già dal 2012. Finora, non sono pochi i riconoscimenti ottenuti, anzi.
Tra questi, ce ne sono anche alcuni di spicco, come la partecipazione al
Consumer Electronic Show di Las Vegas che si è chiuso pochi giorni fa; la
selezione al Silicon Valley Study Tour, dove gli imprenditori liguri hanno
potuto visitare i colossi italiani della Silicon Valley; la vittoria del
percorso di incubazione ed accelerazione di GetIt!, sponsorizzato da
Fondazione Cariplo Social Venture Giordano dell’Amore!
Qui il link per ulteriori approfondimenti.
https://impact.startupitalia.eu/2019/01/15/beltmap-google-maps-non-vedenti/

https://www.youtube.com/watch?v=8vKBtwPMcWQ

Dieci buoni motivi per leggere.

Prendendo spunto dalle conclusioni dell’articolo precedente dove ho constatato con amarezza che non ce la facciamo a convincere i nostri amici ad appassionarsi alla lettura, ma che valga comunque sempre la pena dare stimoli e motivazioni, ripropongo il mio video nel quale enumeravo 10 buoni motivi per leggere.
http://www.youtube.com/watch?v=8LR0wVSS1f4

1 – per diventare scrittori, o comunque per imparare a scrivere, bisogna fare scorpacciate di libri;
2 – leggere è un cibo per la mente e, per questo motivo, deve essere buono;
3 – leggere trasforma la realtà: se sei sul metrò di primo mattino e ti aspetta una grigia giornata di lavoro e fuori piove, puoi sentire l’odore del mare solo con la magia della lettura;
4 – un libro ti aiuta a stare con i piedi per terra, può sembrare una contraddizione ma non lo è: Chi è depresso non legge e perde il contatto con la realtà. Entrare nelle storie degli altri è un esercizio semplice che ci aiuta a sentirci più leggeri;
5 – Ti impedisce di sbattere la testa contro il muro per lo stress: lo prova uno studio condotto da David Lewis neuropsicologo dell’università del Sussex. Ha dimostrato che bastano 6 minuti di lettura per abbassare lo stress del 68 per cento;
6 – Leggere è il segreto di chi ha successo. Questa condizione personalmente non mi affascina, anche perchè non è detto che basta il successo per essere migliori, anzi!
7 – La lettura è il metodo migliore per non rimbambirsi davanti alla televisione: perchè, diciamocelo, tra un buon libro e una telenovela, la scelta non si pone; o si!
8 – Ci evita cattive figure: arricchisce il vocabolario, sfrucullia le nostre sinapsi e insegna il corretto uso dei verbi: perchè se io non avrei letto pile di libri ….
9 – cancella il piattume e ci permette di sperimentare i sentimenti e le emozioni dei personaggi dei libri che stiamo leggendo rinverdendo vecchi e nuovi fremiti;
10 – è una coccola per la mente. Quando leggiamo ci prendiamo il tempo per noi, è un momento solo nostro, scegliamo di regalarci altri spicchi di vita ed emozioni.

Ma come facevamo quando Aranzulla non c’era!

A chi non è capitato di imbattersi nel portale di Salvatore Aranzulla nel momento in cui cercava una soluzione ad un suo problema tecnico, che in quel frangente diventa prioritario. (Non sapevo come uscirne, per fortuna c’è san Aranzulla che mi è venuto in soccorso). Ha ragione chi lo afferma, l’importante è risolvere. Però, c’è un però. Con il suo portale Aranzulla ha fatto un mare di soldi, che non è di per sè deprecabile. Ma in che modo ha potuto farlo? Semplicemente sottoponendo a google articoli prolissi, quasi enciclopedici, per assecondare a suo vantaggio i criteri di indicizzazione e posizionamento di google stesso. Anche in questo caso niente di male: tutti vorremmo fare come lui e per questo è indubbiamente un grande. Ma allora perchè è stato depennato da wikipedia e di cosa lo accuso. Anzitutto perchè, per quanto ridondante, il buon Aranzulla non è enciclopedico. C’era un tempo in cui se cercavo su internet una procedura semplice per attivare una sintesi vocale sul mio pc, trovavo una soluzione chiara che in 3 righe, mi metteva in condizione di lavorare con la sintesi vocale. Ora, una volta inviata la mia richiesta, mi ammicca subito come prima scelta scoraggiiandomi dal proseguire oltre, il portale di Aranzulla. (Hei amico/ vorresti attivare una sintesi vocale sul tuo pc e non sai come fare? nessun problema, ci sono qui io apposta per spiegartelo in Pochi ?pochi?) passaggi. Anzitutto se hai intenzione di attivare una sintesi vocale, significa che probabilmente sei non vedente; e allora, lascia che ti spieghi chi sono non vedenti ”” Bene, ora che sai chi sono i non vedenti, passiamo a spiegare cosa sono le sintesi vocali e a cosa servono ”’). A questo punto, quando l’ambiente è già saturo di fumo perchè l’arrosto è già carbonizzato, Talvolta la soluzione è approssimativa, lacunosa e inconcludente. Ti attacchi al telefono e rintracci qualcuno che in 3 minuti ti fornisce gli strumenti giusti per far parlare il tuo benedetto schermo. Non avrai capito niente da Salvatore, ma in compenso lo hai ulteriormente arricchito e un non vedente finalmente sa chi sono i non vedenti: forse/ Intanto la ricerca grazie a Salvatore Aranzulla e a google, è peggiorata di parecchio, per assecondare la logica del profitto.