MI PRESENTO

Ciao! Sono lieto di fare la tua conoscenza, mi auguro che questo blog ti incuriosisca almeno un po’. E’ facile dedurre, magari dalle immagini e dai video che saranno pubblicati, che sono non vedente; considero la comunicazione un valore aggiunto tra le persone, che devono prima di tutto comprendersi.

L’informatica è stata per me una passione coltivata al punto che ho abbandonato le velleità giuridiche, e ora divora il mio tempo. Si fa molta fatica ad aggiornarsi data la folle velocità delle innovazioni e si fa ancora più fatica ad utilizzare la tecnologia per dare più autonomia, occasioni di socializzazione e migliore qualità della vita.

Con questo scopo, ho aperto il mio canale youtube,  la mia pagina facebook  nei quali, partendo dalla mia realtà di fruitore di tecnologia, cerco di dare informazioni utili. Tecnologia ma non solo: anche opinioni, tutorial che possano aprirmi al dialogo e allo scambio di esperienze con tutti.

Opero anche all’interno dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sia per un debito di riconoscenza che per dare supporto a chiunque ne avesse bisogno.

Sono anche  su Instagram!

Il mammut Itunes va in pensione.

Ebbene si, io brinderei: questo mostro attraverso il quale Apple ci faceva scaricare musica, vedere video, ascoltare podcast e sincronizzare i nostri iphones e iphod, viene mandato in quiescenza.

Itunes, questa piovra, è stato il mio incubo per anni, dovendoci lottare con la sua inaccessibilità che costringeva a manovre complicate, tanto da lasciarlo sul pc utilizzandolo il meno possibile e ricorrendo a drobbox, google drive e altre possibilità. Riporto un frammento tratto dal Corriere della Sera.

“In una sorta di edipica uccisione del padre, Apple fa fuori iTunes, uno dei software più noti della storia dell’informatica, scaricato e installato miliardi di volte su Mac e pc, che in gennaio aveva appena compiuto 18 anni. iTunes è una delle idee di Steve Jobs, un’architrave del successo della musica digitale. All’inizio di questo secolo era l’insostituibile compendio dell’iPod e quando nel 2003 nacque l’iTunes Music Store (e arrivò la versione per i pc Windows) il quadro fu completo. Attraverso quell’unico software si potevano acquistare singoli e album, scaricarli sul computer, organizzarli in playlist e trasferirli sull’iPod per ascoltarli anche fuori casa. iTunes negli anni era diventato però un software ingombrante, elefantiaco, mal sopportato da molti utenti. Non era più al passo con i tempi: l’arrivo del cloud, ad esempio, aveva reso superflua la sincronizzazione degli iPhone e degli iPad con iTunes. In un’epoca in cui l’ascolto di musica in streaming ha messo in un angolo non solo i supporti fisici come il cd ma anche il download dei brani, Apple ha deciso di tagliare i ponti con il passato. iTunes sparirà dai computer, per lasciar posto a tre applicazioni: una per la musica, una per i video (serie e programmi tv, film), una per i podcast. L’annuncio è arrivato alla Wwdc, la conferenza per gli sviluppatori software della Mela cominciata ieri a San Jose, California. Tim Cook e gli altri manager Apple hanno illustrato le novità per ogni piattaforma. Le app e i servizi sono sempre più centrali per la casa di Cupertino, con la frenata del mercato degli smartphone (10 milioni di iPhone in meno, anno su anno, nel primo trimestre 2019, dati Gartner) e la guerra commerciale Usa-Cina che agita il settore hi-tech. Tra le novità c’è iOS 13, il sistema per iPhone che arriverà in autunno. A livello estetico ha un’interfaccia grafica scura (Dark Mode), che allunga l’autonomia e affatica meno la vista. Molta attenzione alla privacy: iOS 13 avviserà se un’app sta tenendo traccia della nostra posizione in modo nascosto. L’iPad avrà una sua piattaforma, iPadOs, che permetterà di usare i tablet in maniera più simile a un notebook. Infine, sul fronte dei dispositivi, ecco il potentissimo Mac Pro con un nuovo monitor da 32 pollici. Il tutto in attesa dei servizi al debutto dall’autunno: da Apple Tv+, che farà concorrenza a Netflix, ad Apple Arcade dedicato ai videogiochi fino a Apple News+ per le notizie.

Auguriamoci a questo punto, in attesa che a Cupertino capiscano che una apertura consentendo di trasferire contenuti semplicemente collegando gli apparati ai nostri pc sarebbe auspicabile, ma cosa lo dico a fare, confidiamo almeno in 3 applicativi più snelli e accessibili.

La tecnologia per le persone, non il contrario.

Riporto un articolo da “Superando”, che trovo interessante fin dal titolo.

Come garantire che le nuove tecnologie, in continua evoluzione, siano anche accessibili, oltre ad evitare ulteriori potenziali rischi derivanti dalle stesse? A tale tema l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, sta dedicando una serie di preziosi documenti, dai quali emerge come il principio guida debba essere il design inclusivo, alla base di tutti i prodotti e servizi, con il costante coinvolgimento delle stesse persone con disabilità.

La tecnologia per le persone, non il contrario: è stato questo il motto della Global Accessibility Awareness Day, la Giornata Mondiale dell’Accessibilita del 16 maggio scorso, evento voluto principalmente per sensibilizzare tutti coloro che si occupano di tecnologie digitali sui temi dell’accessibilità e dell’inclusività.
In tale occasione, l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, ha reso pubblico il rapporto curato dai propri esperti di accessibilità e tecnologia, intitolato Plug and Pray? (letteralmente “Collega e prega?”), ovvero Una prospettiva per la disabilità su hhintelligenza artificiale, processi decisionali automatizzati e tecnologie emergenti (disponibile in lingua inglese a questo link).

Nella recente Direttiva dell’Unione Europea nota come European Disability Act o Euhropean Accessibility Act, si parla di accessibilità a largo raggio: treni, viaggi aerei, siti web pubblici, banche, e-commerce ecc. Con tale provvedimento, infatti, l’Unione Europea ha inteso fare pressione per regole e leggi coerenti e omogenee sull’accessibilità, più ambiziose di quelle vigenti in diversi Stati Membri.
E tuttavia, sebbene molti dei Fondi Europei non possano essere utilizzati per finanziare infrastrutture o progetti che non tengano conto dell’accessibilità per le persone con disabilità, resta ancora tanto da fare, rispetto alla continua evoluzione delle nuove tecnologie, sempre più presenti nelle nostre vite.
Oggi assistiamo quasi quotidianamente a nuove scoperte tecnologiche legate all’intelligenza artificiale, ad assistenti virtuali, alla cosiddetta “realtà aumentata”, alla robotica, agli ambienti intelligenti e così via. L’EDF, quindi, ha voluto esaminare l’impatto di queste tecnologie emergenti sulle vite di persone con disabilità, pubblicando nel proprio sito un vero e proprio “pacchetto” di documenti, ovvero:
° Un testo introduttivo di Shadi Abou-Zahra, esperto di strategie e tecnologie per l’accessibilità per il W3C (World Wide Web Consortium), il Consorzio Internazionale degli Standard del Web.
° Una presentazione del già citato rapporto Plug and Pray? (Una prospettiva di disabilità sull’intelligenza artificiale, il processo decisionale automatizzato e le tecnologie emergenti).
° Un webinar (seminario in rete) sul nuovo standard Design for All (“Progettazione per tutti”).
° Una video intervista del coordinatore politico del Forum, Alejandro Moledo, ad AXSChat, una community online aperta dedicata all’accessibilità.
Prossimamente, inoltre, è prevista anche una pubblicazione speciale, con la valutazione del Forum sull’European Disability Act e sui piani necessari a sostenerne l’implementazione.

Ma entriamo nel merito di quanto spiegato da Shadi Abou-Zahra. «Devo ammettere – scrive – che amo la tecnologia e le opportunità che offre a molte persone. Essendo tetraplegico, con problemi sia alle braccia che alle gambe, ho potuto completare la scuola e in seguito l’università con l’aiuto del computer portatile. Mi ha permesso, infatti, di prendere appunti, scrivere i compiti e organizzarmi in modalità impossibili per me con carta e penna. I progressi derivanti dal riconoscimento vocale e da quello dell’immagine, dalla connettività internet e dalla potenza di calcolo sono mozzafiato. È incredibile pensare che il cellulare nella mia piccola tasca sia di gran lunga superiore al mio ingombrante laptop che utilizzavo a scuola, e che sia anche notevolmente più economico. E tuttavia, nonostante le opportunità offerte dalla tecnologia, dobbiamo anche riconoscere e affrontare le numerose sfide e i rischi che pone. Ad esempio, con tutti i sistemi di pagamento contactless [“senza contatto”, N.d.R.] e con gli sportelli automatici (ATM), basta un terminale montato leggermente troppo alto per tenermi bloccato all’interno del parcheggio fino a quando non riesco a pagare il mio biglietto. Questo non accadeva quando i parcheggi erano gestiti da personale “umano”. Non mi si fraintenda: non sono contrario ai progressi tecnologici, chiedo solo che il terminale sia montato all’altezza appropriata, per rendere la tecnologia utilizzabile anche da me».

A quanto scrive Shadi Abou-Zahra, va aggiunto anche che i dispositivi di pagamento POS, se mancanti di tastiera fisica e provvisti solo di un sistema touchscreen non vocalizzato, costituiscono una barriera per un cieco, che deve necessariamente dettare il proprio codice PIN a qualcuno per effettuare il pagamento!

«Se da un lato la tecnologia si evolve alla velocità della luce – prosegue l’esperto dell’EDF – vediamo anche che le opportunità e le sfide si moltiplicano: Un mio amico non vedente che viaggiava da solo per affari ha recentemente testato una App mobile che utilizza tecniche di intelligenza artificiale per riconoscere oggetti e testo con la telecamera e l’ha usata per orientarsi in un albergo in cui era appena arrivato. La App gli ha spiegato la collocazione dei corridoi e ha letto i numeri delle porte sui cartelli in modo che potesse trovare in autonomia la propria stanza. Ciò è incredibile, considerando anche che la diffusione e l’uso tradizionale dell’intelligenza artificiale sono solo alle fasi iniziali. E tuttavia, il fatto che il mio amico stia utilizzando questa App è un’indicazione per il distributore della stessa, per il fornitore del sistema operativo e potenzialmente anche per l’operatore di telefonia mobile, che lui è cieco. In altre parole, non ci rendiamo conto che lasciamo sempre maggiori informazioni personali quando usiamo le nuove tecnologie e non è sempre chiaro come questi dati vengano utilizzati oggi e domani. Con l’intelligenza artificiale che permea i processi decisionali, questa è una minaccia vera e imminente: ad esempio, poiché molte persone con disabilità sono attualmente disoccupate, un sistema di apprendimento automatico (machine-learning) potrebbe erroneamente concludere che il mio amico è meno adatto al lavoro perché ha anche una disabilità».

Qual è dunque il tema comune agli esempi esposti da Shadi Abou-Zahra e come possiamo garantire che la tecnologia sia accessibile?
Nel suo impegno in àmbito di e-accessibility, il Forum Europeo sulla Disabilità afferma che:
° I prodotti e i servizi possono essere accessibili soltanto coinvolgendo persone con disabilità. La mancanza di consapevolezza e la mancanza di coinvolgimento degli utenti finali durante i processi di progettazione e sviluppo costituiscono infatti delle barriere.
° I gruppi di lavoro che si occupano di nuove tecnologie non sono abbastanza diversificati; l’industria, cioè, deve assicurare che i propri team riflettano la diversità della popolazione generale.
° L’accessibilità e i principi del design universale dovrebbero far parte dei programmi di studio in ambito di formazione di design, informatica, esperienza dell’utente e altri argomenti correlati.
° Le organizzazioni di persone con disabilità e quelle che si occupano di diritti digitali devono lavorare insieme.

In conclusione, si può dire che per evitare errori come un terminale montato in modo errato, un POS non accessibile o un sistema di assunzioni basato sul machine-learning che arrivi a conclusioni erronee, il design inclusivo deve diventare il principio guida affinché la tecnologia non sia più una questione di Plug and Pray?, ovvero “attacca la spina e prega (che sia accessibile)”, come usa provocatoriamente l’EDF nel titolo del proprio rapporto, bensì di Plug and Play, vale a dire semplicemente “attacca la spina e usa (senza problemi)”!

Alessandria scolpita: riproduzioni da toccare.

[wpvideo SMlMyK51 ]placeholder://L’11 maggio sono stato invitato ad “alessandria scolpita”, per toccare 4 riproduzioni di statue lignee dell’arte sacra del 500 alessandrino.

Si trattava di riproduzioni eseguite con la stampante 3 d, ma la particolarità consiste nel materiale: una resina che, assicurando una definizione maggiore, garantisce una piacevolezza al tocco, nonchè una percezione migliore dei particolari.