Qualche analogia tra accompagnamento ai non vedenti e accompagnare nella catechesi.

Ho ovviamente una grande esperienza di accompagnamento: da non vedente mi capita quotidianamente. Ho sperimentato sulla mia pelle diverse modalità utilizzate, specialmente da chi non è abituato a farlo. Tutto va bene, le persone che accompagnano sono da benedire. Comunque, c’è chi ti affianca senza toccarti che va bene se stai attraversando il deserto del sahara ma, immaginate di farlo in una strada trafficata con rumori di ogni tipo. Poi si resta indietro o si va troppo avanti e l’accompagnatore va in ansia così come l’accompagnato. L’altro sistema, molto utilizzato, è quello di afferrare per il braccio e spingeree l’accompagnato. Sistema non particolarmente indicato perchè l’accompagnato resta un passo avanti esposto al rischio di andare addosso agli ostacoli. Oppure l’accompagnatore deve strattonare, tirare, spostare e il tutto risulta faticoso e irritante. Il terzo sistema è il più interessante: l’accompagnatore dà il braccio all’accompagnato restando lui un passo in avanti. Sarà in grado di dare indicazioni in modo estremamente naturale.

Similmente avviene nella catechesi. La catechesi sta cambiando: non più il maestro che catechizza, ma l’accompagnatore, il compagno di viaggio che fa vivere l’Esperienza della Fede. Lascio il link al mio canale youtube nel quale parlo di questo.

www.youtube.com/watch

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La potenza del qr kode: museo Rai di Torino.

L’utilizzo del Qr kode non è una novità. In questo video possiamo apprezzarne l’utilità al museo della radio e televisione di Torino. Attraverso il Qr kode, i non vedenti possono ascoltare la descrizione di alcuni autentici pezzi da museo, che hanno fatto la storia della radio e della televisione italiana.

www.youtube.com/watch

La tecnologia nel quotidiano difficile dei disabili.

Della tecnologia in questo blog, ho parlato diffusamente: dei suoi vantaggi, delle sue trappole. Mi piace però sottolineare sempre quanto la tecnologia ha cambiato, a volte anche in meglio, la vita dei disabili ad esempio. Impensabile solo pochi anni fa avere a disposizione tutti i libriimpossibile poter scrivere una lettera, lavorare e studiare era molto difficile.Poi ci sono molti dispositivi che attualmente garantiscono un livello di autonomia superiore rispetto a prima. Pensiamo anche all’innegabile vantaggio che hanno dato i vari elettrodomestici per il disbrigo delle faccende di casa: una volta ad esempio, si lavava dei lavatoi e ora si lava tranquillamente nelle lavatrici.

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Google maps aiuterà i non vedenti.

Da iNews del 11 Ottobre 2019 | 19:02:

Ora Google Maps aiuta non vedenti e ipovedenti!

Google va incontro alle esigenze degli ipovedenti.

Sfruttando l’idea di Lookout, l’App annunciata al Google I/O 2018 che aiuta non vedenti e ipovedenti ad affrontare i pericoli derivanti dall’ambiente circostante attraverso l’utilizzo di alcune notifiche vocali, Google ha introdotto una guida vocale apposita nelle sue Mappe.

La nuova funzione è pensata per i 36 milioni di persone non vedenti al mondo

e per i 217 milioni che hanno problemi seri alla vista, spiega la compagnia in un post.

Per loro, il navigatore ora offre indicazioni vocali ad hoc per raggiungere le destinazioni prefissate: la guida vocale indica la direzione da seguire e

rassicura il pedone di essere sulla strada giusta, lo avvisa quando è in prossimità di un incrocio e lo informa sui metri che dovrà percorrere prima di dover svoltare e imboccare un’altra via.

In pratica dà indicazioni in modo simile al normale navigatore, ma più precise e frequenti. Si tratta della prima funzionalità di Google Maps studiata da zero per gli utenti con problemi di vista.

La nuova funzione per la navigazione a piedi è disponibile da oggi su Android e iOS negli Stati Uniti e Giappone. Il supporto per le altre lingue e Paesi arriverà presto!

Computer, tablet, smartphone

Posto questo articolo, citando la fonte, perchè anche io insegno l’utilizzo dei pc, tablet e smartphone a persone disabili e over 50.PUBBLICATO 30 settembre 2019 da Gabriella

Facciamo chiarezza

Menti Vagabonde è per me un luogo dove evadere dalla routine quotidiana e dove esprimere anche aspetti personali sconosciuti a chi mi conosce. Sono però una donna che fa un lavoro molto particolare e appagante: insegno l’uso delle nuove tecnologie agli “over cinquanta”. Il computer, in particolare, per me, non è solo uno strumento di lavoro, ma una passione e mi piace condividerla con gli altri.

Spesso gli allievi mi chiedono un consiglio perchè indecisi se acquistare uno smartphone, un tablet o un computer. La risposta non è sempre la stessa: dipende dall’utilizzo e dall’interesse.

Nel caso di persone disabili, mi occupo prevalentemente dei privi della vista, occorre tenere conto della menomazione, della reale motivazione e del loro grado di autonomia.

Personalmente farei un distinguo tra computer e smartphone o tablet. Il computer è uno strumento completo, nato molto prima degli smartphone (anche se voi li chiamate semplicemente cellulari, in realtà vi è una bella differenza tra gli uni e gli altri e lo vedremo più avanti), richiede impegno ma i risultati sono notevoli. È vero che adesso tablet potenti e sempre più simili ad un computer stanno prendendo piede, ma noi che abbiamo usato la famosa Lettera 32 dell’Olivetti per poi passare alla macchina da scrivere elettrica ed infine ai primi computer, dove anche il mouse era un’utopia, ci sentiamo molto più a nostro agio nel piagiare i tasti morbidi della tastiera che non a picchiettare sul vetro.

Il costo ormai di un computer è relativamente basso e spesso, per un uso domestico, decisamente al di sotto di quello di certi smartphone di qualità medio alta, per cui la domanda che bisogna porsi è: penso di usarlo per “creare”, archiviare o il mio interesse è puramente legato al mondo Internet e al limite allo scatto di una bella foto? Perchè se la risposta sta negli ultimi punti allora un computer potrebbe essere “sprecato”…. a meno che voi mi diciate che lo volete punto e basta!

Ma cos’è uno smartphone? È anche un cellulare, infatti telefona, ma non ha tasti, si sfiora, tocca o meglio si fa “TAP” sullo schermo in vetro e ad oggi, si scattano foto di qualità, si naviga, si spediscono mail, si prenotano e  scaricano biglietti del treno, teatro, cinema, musei; si fanno acquisti, si socializza e se non si sta attenti si fanno danni!!

Ormai la stragrande maggioranza delle persone ha lo smartphone e quindi la domanda spesso si limita sulla scelta di quale strumento affiancargli: un computer o un tablet? Sappiate che il tablet si differenzia per dimensioni da uno smartphone, poi, in realtà è semplicemente una replica di quest’ultimo e funziona nello stesso identico modo… spesso può anche telefonare!

Per cui: comprate un computer se volete avere una macchina con cui “lavorare” soprattutto nel mondo della grafica e dei video o se amate utilizzare una tastiera tradizionale o ancora se avete bisogno di una grande memoria per archiviare i vostri file; se invece la vostra attenzione è prettamente legata al mondo Internet, con uno sguardo alla posta elettronica e volete sempre avere una buona macchina fotografica a disposizione allora basta uno smartphone… e se preferite una dimensione un po’ meno faticosa per i vostri occhi, ma poco ingombrante allora aggiungete anche un tablet alla vostra strumentazione.

Alcuni vantaggi di essere non vedenti.

Valter con occhialini 3d

Tanto per chiarire, non sarò molto serio e il periodo di ferie mi induce ad essere leggero e giocoso. Non voglio fermarmi agli svantaggi che arreca la cecità: sono innumerevoli e cruciali: troppo facili da elencare e troppi per essere enumerati in questo articolino. Meno facile e più divertente individuare aspetti vantaggiosi di questo status, per riderci un po’ su, mandando al potere l’ironia.

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