Noi siamo tempesta, il video su YouTube.

Già ho scritto in un articolo precedente del libro letto “noi siamo tempesta” di Michela Murgia. Qui il link al mio ultimo vido dove ne parlo e colgo l’occasione per fare un augurio. Vi invito ad iscrivervi al mio canale, grazie. www.youtube.com/watch

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Noi siamo tempesta. recensione.

“Che cosa accadrebbe se noi raccontassimo ai nostri bambini, non solo storie di eroi, ma anche racconti nei quali si può essere potenti insieme”.
Questo è l’incipit del libro di Michela Murgia “noi siamo tempesta”.
Il libro è anche un atto politico: la democrazia è estremamente faticosa, si fa prima ad affidare tutto ad un solo uomo o ad una olligarchia ma, alla fine, si diventa tutti deboli, alla mercè dei pochi forti.
Fin da piccoli siamo impregnati di egoismo, antagonismo: “chi fa da sé fa per tre”, sempre di corsa, sempre in gara. Non a caso, di solito, gli eroi finiscono male. In realtà molte conquiste, quelle davvero significative nella storia, sono opera di gruppi creativi che però non sono raccontate. Ecco perché ho apprezzato queste storie raccontate da Michela Murgia.
Così viviamo questa contraddizione sulla nostra pelle: da una parte il mito del farsi da Sé e dall’altra tutte le teorie che ci vengono sciorinate negli uffici e nelle fabriche; Il lavoro di gruppo è esaltato “tutti per uno, uno per tutti” anche se l’intento è ancora una volta quello di farci diventare animali produttivi.
Il lavoro di squadra, le attività di gruppo davvero però sono quantomai auspicabili. Mettendosi al servizio del gruppo si raggiungono risultati inattesi e insperati e la risultante non è la somma del lavoro di tutti, ma qualcosa di speciale e di diverso. Le storie raccontate in questo libro sono consolanti, sono un balsamo per la nostra autostima: non serve essere SUPER eroi per conseguire risultati interessanti, per passare alla storia. Il crollo del muro di Berlino, l’enciclopediA WIKIPEDIA E ALTRE STORIE MENO NOTE, DIMOSTRANO CHE UN GRUPPO DI PERSONE DETERMINATO Può FARE LA FAMOSA DIFFERENZA.

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Aumenta il sonno, rende abili e migliora la concentrazione. Ecco svelati tutti i benefici della Hlettura.

Un altro articolo sui benefici della lettura che, sto sperimentando. In questo periodo infatti, poca tecnologia e molta lettura. Aumenta il sonno, rende abili e migliora la concentrazione. Ecco svelati tutti i benefici della lettura.

http://progettomedea.com/2019/08/09/aumenta-il-sonno-rende-abili-e-migliora-la-concentrazione-ecco-svelati-tutti-i-benefici-della-lettura/
— Leggi su progettomedea.com/2019/08/09/aumenta-il-sonno-rende-abili-e-migliora-la-concentrazione-ecco-svelati-tutti-i-benefici-della-lettura/

Leggo di tutto, e voi?

Trovo edificante, ma soprattutto estremamente piacevole il tempo della lettura: ed è giusto così, altrimenti sarebbe assurdo leggere. I benefici e i vantaggi li conosciamo tutti, anche se non è automatico che ai benefici segua un comportameto consono: so ad esempio che il movimento ci farebbe bene ma, poi seguitiamo con la nostra proverbiale sedentarietà. Facciamo le cose buone o cattive solo per passione.

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Il Braille celebrato come un illustre defunto, più che praticato.

Recupero un articolo di Davide Cervellin, un imprenditore non vedente di Tyflosystem, azienda che produce e importa ausili per disabili, per confutare alcune considerazioni e svilupparne altre.

Lui sostiene che la nostra generazione di non vedenti si è macchiata di alcune colpe:
quella di aver ricevuto più di quello che ha dato.
quella di aver cercato il protagonismo piuttosto che aver lavorato sodo,
quella di aver scimiottato i comportamenti negativi dei nostri politici dilapidando crediti e benessere.
Questo è vero per tutte le generazioni: i padri creano, i figli il più delle volte mantengono o dilapidano: questo perchè ciascuno agisce in funzione del tempo in cui vive e spesso non condivide i valori dei padri.

Mi concentro però sull’ultima colpa che Davide attribuisce alla nostra generazione di non vedenti: quella di celebrare il Braille più che praticarlo: quanto è vero, in tutto il nostro bel paese assistiamo ad un fiorire di convegni, dibattiti, tavole rotonde sul Braille e la sensazione è quella che venga celebrato come se fosse già morto; in memoria di.

Chi vede, deve sapere che la scrittura braille, che ha rappresentato una autentica rivoluzione nella storia di emancipazione dei non vedenti, è praticata più o meno come la frequentazione delle nostre chiese cattoliche: il 10%, forse anche meno.

Le cause? l’impressione che le sintesi vocali lo possano sostituire, la scarsa o nulla conoscenza del Braille da parte degli educatori, insegnanti di sostegno e alcuni di loro lo sconsigliano, la minore predisposizione al sacrificio in generale. Ricordo i commenti ad un video sul Braille che avevo pubblicato durante una manifestazione dell’unione ciechi: “ok bravo ma, cosa continui a parlare del Braille che tanto ormai con l’iphone si fa tutto”. E’ sconsolante notare, da informatico, che un tempo per studiare avevamo tavoletta Braille, valigiate di libri Braille ma la motivazione era tale e tanta che non ci occorreva altro per studiare. Ora abbiamo pc, sintesi vocali che quasi non le distingui da quelle umane, intelligenza virtuale, iphone che ti leggono semplicemente dalla telecamera, navigatori sempre più performanti, elettrodomestici parlanti, e siamo diventati pigri mentali.

Ora che potremmo fare di tutto, finiamo per non fare quasi niente. Il tono è ovviamente provocatorio ma, è sconsolante vedere le potenzialità ma non i risultati; salvando e lodando naturalmente le eccezioni.