Computer, tablet, smartphone

Posto questo articolo, citando la fonte, perchè anche io insegno l’utilizzo dei pc, tablet e smartphone a persone disabili e over 50.PUBBLICATO 30 settembre 2019 da Gabriella

Facciamo chiarezza

Menti Vagabonde è per me un luogo dove evadere dalla routine quotidiana e dove esprimere anche aspetti personali sconosciuti a chi mi conosce. Sono però una donna che fa un lavoro molto particolare e appagante: insegno l’uso delle nuove tecnologie agli “over cinquanta”. Il computer, in particolare, per me, non è solo uno strumento di lavoro, ma una passione e mi piace condividerla con gli altri.

Spesso gli allievi mi chiedono un consiglio perchè indecisi se acquistare uno smartphone, un tablet o un computer. La risposta non è sempre la stessa: dipende dall’utilizzo e dall’interesse.

Nel caso di persone disabili, mi occupo prevalentemente dei privi della vista, occorre tenere conto della menomazione, della reale motivazione e del loro grado di autonomia.

Personalmente farei un distinguo tra computer e smartphone o tablet. Il computer è uno strumento completo, nato molto prima degli smartphone (anche se voi li chiamate semplicemente cellulari, in realtà vi è una bella differenza tra gli uni e gli altri e lo vedremo più avanti), richiede impegno ma i risultati sono notevoli. È vero che adesso tablet potenti e sempre più simili ad un computer stanno prendendo piede, ma noi che abbiamo usato la famosa Lettera 32 dell’Olivetti per poi passare alla macchina da scrivere elettrica ed infine ai primi computer, dove anche il mouse era un’utopia, ci sentiamo molto più a nostro agio nel piagiare i tasti morbidi della tastiera che non a picchiettare sul vetro.

Il costo ormai di un computer è relativamente basso e spesso, per un uso domestico, decisamente al di sotto di quello di certi smartphone di qualità medio alta, per cui la domanda che bisogna porsi è: penso di usarlo per “creare”, archiviare o il mio interesse è puramente legato al mondo Internet e al limite allo scatto di una bella foto? Perchè se la risposta sta negli ultimi punti allora un computer potrebbe essere “sprecato”…. a meno che voi mi diciate che lo volete punto e basta!

Ma cos’è uno smartphone? È anche un cellulare, infatti telefona, ma non ha tasti, si sfiora, tocca o meglio si fa “TAP” sullo schermo in vetro e ad oggi, si scattano foto di qualità, si naviga, si spediscono mail, si prenotano e  scaricano biglietti del treno, teatro, cinema, musei; si fanno acquisti, si socializza e se non si sta attenti si fanno danni!!

Ormai la stragrande maggioranza delle persone ha lo smartphone e quindi la domanda spesso si limita sulla scelta di quale strumento affiancargli: un computer o un tablet? Sappiate che il tablet si differenzia per dimensioni da uno smartphone, poi, in realtà è semplicemente una replica di quest’ultimo e funziona nello stesso identico modo… spesso può anche telefonare!

Per cui: comprate un computer se volete avere una macchina con cui “lavorare” soprattutto nel mondo della grafica e dei video o se amate utilizzare una tastiera tradizionale o ancora se avete bisogno di una grande memoria per archiviare i vostri file; se invece la vostra attenzione è prettamente legata al mondo Internet, con uno sguardo alla posta elettronica e volete sempre avere una buona macchina fotografica a disposizione allora basta uno smartphone… e se preferite una dimensione un po’ meno faticosa per i vostri occhi, ma poco ingombrante allora aggiungete anche un tablet alla vostra strumentazione.

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Attenzione a cosa si scrive

Prestiamo attenzione  a questa notizia perchè ormai scriviamo quasi esclusivamente le mail e sui social. I nostri scritti che un tempo finivano quasi sempre ai destinatari, ora possono essere letti e giudicati da persone che neppure conosciamo.

La sentenza della Cassazione.

La Corte di Cassazione con una recente sentenza ha consentito la piena prova per gli SMS e le email durante un giudizio.
In sostanza, la Cassazione ha considerato i messaggi di posta elettronica rientranti nelle riproduzioni meccaniche di cui all’art. 2712 c.c.
Dunque formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.

Posso disconoscerla?

Per il disconoscimento, tuttavia, non è sufficiente una generica contestazione, ma sono necessari elementi chiari, circostanziati ed espliciti che dimostrino la non corrispondenza tra la realtà fattuale e quella riprodotta.
Quindi attenzione a ciò che scrivete, perché potrebbe essere usato contro di Voi.
Sentenza n. 19155/2019

Quando non esistevano.

Smartphones ed affini.

Riporto uno stralcio di questo post. Non per nostalgia dei tempi andati: non credo a tempi migliori o peggiori. Solo credo che l’equilibrio sia una meta difficile da raggiungere ma importante. Quando devi scrivere e dare una risposta che viaggia per settimane o giorni, devi ragionarle per evitare fraintendimenti. Avete notato quanto sia facile essere fraintesi o fraintendere con un normale messaggino?

Quando non esistevano gli smartphone e l’adsl, le comunicazioni erano più lente e perciò i rapporti interpersonali suscitavano alcune emozioni forse sconosciute agli adolescenti di oggi. Incontrarsi con amiche e amici, darsi appuntamenti, rendersi rintracciabili erano tutte operazioni che avvenivano senza l’eterna presenza di cellulari, whatsapp e simili. Esisteva un’intensa vita di relazione, declinata in forme differenti rispetto al presente.

Ad esempio, non c’era l’opportunità di scattare fotografie in ogni secondo della propria esistenza e di postarle, a qualsiasi ora del giorno e della notte, su Instagram o Faccialibro. E forse è quasi superfluo aggiungere che non si perdeva tempo a fotografare infinite immagini di cibi e bevande – pizzette, calici di vino, piattini di pesce e alimenti vari. Non si sprecavano i limitati scatti delle vecchie pellicole per cose di questo genere: le fotografie, infatti, erano oggetti un po’ preziosi, proprio perché non immediatamente fruibili, e guardarle in compagnia costituiva un piccolo avvenimento. Il dato interessante è che non stiamo parlando di molti anni fa.

Ecco, qualche volta è bello e fonte di calde emozioni non poter avere tutto e subito.

Ebbene si: alla fine emigro.

Un caloroso saluto, forse meglio dire un rinfrescante saluto? a tutti i miei followers. Non mi sono mai direttamente rivolto a voi anche se siete una delle ragioni più importanti di questo blog: sgangherato, non accattivante e originale dal punto di vista estetico; ma il Mio blog.

Il titolo è, diciamo, simbolico. Emigro si ma non vado alle Maldive o a Tenerife. Semplicemente sposto il blog da wordpress’com a wordpress’org.

Cosa comporta questa transumanza? Sembra facile: cambi provider e loro ti trasferiscono gli articoli, i commenti, le impostazioni e, e i tuoi followers. Ah perfetto! faccio il tutto dopo ripensamenti, paghi subito, certo, porti gli articoli “ah ecco, dovrai reimpostare il tema e perdi formattazione, alcune impostazioni”; pazienza! si rifa. Gli articoli arrivano, poi se ne vanno dinuovo, sono 324 e un po’ mi dispiacerebbe; tornano, ma i followers? Niente! ci sono solo io. E allora? Allora cerchi tutorials, chiedi, apri tickets. Forse ce la farò a riportarvi nel nuovo blog che poi ha lo stesso indirizzo ma, al momento non riesco ancora. Invito, nell’attesa, ad iscriversi, per gli irriducibili, tanto so che non ci sono, entrando con lo stesso indirizzo. Così scrivo ancora qui che gli articoli ancora sono automaticamente condivisi. Allora ci si ritrova lì? Speriamo!