Gamification

Condivido questa analisi sul gioco pervasivo al punto che gli effetti collaterali sono evidenti e pericolosi. Gamification

https://dailyliferooms.wordpress.com/2019/11/13/gamification/
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Lankenauta | Figli di un io minore. Dalla società aperta alla società ottusa.

Una disamina cruda sugli effetti nefasti della tecnologia. Stiamo in campana. Lankenauta | Figli di un io minore. Dalla società aperta alla società ottusa.

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Prendi e vai.

Mercurio doppio

Posto questo articolo E lo condivido. Malgrado il mio blog sia prevalentemente tecnologico ma, non solo, appunto.

Hai mai provato per qualche ora a dimenticarti dello smartphone, dei social, di Internet? A togliere il WiFi, chiudere gli occhi ed ascoltare il tuo respiro, lasciar andare la testa dove vuole lei. Quante cose potremmo fare se ci disconnettessimo così all’improvviso? Potremmo leggere un libro, ascoltare un amico o un familiare, parlarci di persona, visitare quella persona che è da mesi che non vediamo, prendere un foglio e scrivere, provare quella ricetta che abbiamo sempre rimandato, uscire a fare due passi (senza musica ovviamente), ascoltando la città che è sempre in movimento, o ancora meglio partire e rifugiarci in mezzo alla natura.

No, non è il classico post “la tecnologia è il male”, “una volta si stava meglio”, “ritorniamo alle campagne”, Internet è diventato vitale per noi, è uno strumento magnifico che dà lavoro a milioni di persone e per alcuni aspetti ci ha semplificato la vita. Possiamo sentirci e vederci a distanza, ordinare una pizza quando non vogliamo cucinare, orientarci in una città nuova, sapere se domani pioverà o ci sarà il sole, o persino quanto è alta Chiara Ferragni, il tutto in pochi secondi e racchiuso in una scatolina nella nostra tasca dei pantaloni.

Solo che a volte, parlo in prima persona, mi rendo conto di diventarne quasi dipendente, quando perdo il conto delle ore attaccato al computer o quando manca la connessione e mi sento privato di qualcosa di fondamentale. A volte mi innervosisco per quello che leggo sui social, perdo tempo, finisco a guardare video inutili, invidio chi è al mare e posta le foto su Instagram mentre io sono in sessione d’esame.

Sono questi i momenti in cui scelgo di isolarmi, di staccare la spina anche solo per un po’, uscire dal caos della quotidianità e vedere il mondo da una prospettiva diversa. Mi fermo ad osservare l’ambiente in cui viviamo, questo pianeta tanto meraviglioso quanto fragile, i suoi panorami, i rumori, gli odori, mi immergo letteralmente nella natura per fare una pausa e sentirmi meglio.

Da bambino i miei genitori mi portavano spesso in montagna, mi hanno sempre detto “la montagna non stufa mai perché è sempre diversa”. E’ vero, anche lo stesso sentiero, lo stesso bosco, la stessa cima durante stagioni, mesi o persino giorni diversi è in grado di regalarti sensazioni differenti. Li ho sempre seguiti volentieri quando proponevano un’escursione in montagna, e ho continuato questa passione tramandata facendo lo scout fino ai 18 anni. Un’esperienza che mi ha dato tanto, tantissimo, e chi lo è stato sa di cosa parlo. Lo scout è essenziale, si lascia alle spalle tutto ciò che è superfluo perché pesa (letteralmente) durante il cammino, lo scout si arrangia, è autonomo, non si tira indietro quando può rendersi utile, lo scout cammina i sentieri meno battuti, rispetta la natura, non si fa cogliere impreparato.

“Non esiste buono o cattivo tempo,

ma solo buono o cattivo equipaggiamento.”

Sir Robert Baden-Powell

Oltre all’esperienza umana e di comunità è stata un’esperienza che mi ha messo costantemente a contatto con la natura, caldo o freddo, pioggia o vento. Ricordo ancora la settimana di agosto in Toscana, a camminare con gli zaini enormi lungo la via Francigena sotto il sole cocente, o quando iniziava a diluviare e dovevi piantare la tenda per creare un riparo il più possibile asciutto. Ricordo la sensazione di stranezza quando salivo in macchina dopo due settimane trascorse al campo scout, quando prendevo in mano il telefono o ascoltavo la musica, sensazioni che avevo quasi non dico dimenticato, ma disimparato. Poi è sempre bello tornare alla quotidianità e ai suoi agi, il letto è più comodo, il cibo di casa più buono, la doccia calda meglio del torrente gelido, e te ne rendi conto proprio dopo che ti sono mancati.

Non dico fate tutti gli scout o trasferitevi in una malga e rinunciate alla tecnologia, magari non tutti sono portati a fare questo tipo di esperienze o non ne hanno la possibilità. Abiti lontano dalla montagna o non sei convinto ti piaccia così tanto? Non c’è problema, la natura è anche il giardino di casa o il parco del comune dove vivi, quindi esci e fai una passeggiata o tira fuori dalla cantina la bicicletta, pedala e poi stenditi sull’erba, leggiti un buon libro, goditi questi momenti prima di tornare a fare quello che facevi prima. Forse mi ringrazierai.

Autore mercuriodoppioScritto il 20 agosto 2019Categorie Rifletto e vi