Il web

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Telegram finalmente accessibile anche ai non vedenti.

Non è una notizia così rilevante in quanto riguarda una esigua minoranza di persone, ma testimonia una inversione di rotta importante: sensibilità o esigenze commerciali? Dal 27 febbraio comunque, telegram è parzialmente accessibile ai non vedenti. Come noto, gli sviluppatori russi di telegram, hanno da sempre ignorato tutti gli appelli, le petizioni per rendere accessibile la loro app. Così, alcuni sviluppatori iraniani avevano creato Telelight solo per android per il fatto che in quei paesi telegram è ancora più utilizzata che da noi. Di fatto, telegram ha innumerevoli funzioni che lo rendono unico e molto più performante di whats app. Ancora non si possono utilizzare a pieno tutte le funzioni ma, la strada è aperta.
Ma cos’è telegram e cosa può fare di più e di meglio rispetto a whats app?
Telegram è una app multipiattaforma che funziona per android, ios e windows. E’ una seria concorrente di messenger e whats app con diverse possibilità che solo ora whats app cerca di emulare. Si tratta di una via di mezzo tra messaggeria immediata e un social network, già utilizzata da milioni di persone.
Ma cosa si può fare con Telegram che non si può con whats app?

  • La qualità delle conversazioni telefoniche, grazie ad un particolare algoritmo, è indubbiamente superiore,
  • si possono inviare chat segrete, messaggi foto e video che si autodistruggono dopo un certo tempo, con buona pace di fidanzati e fidanzate,
  • da tempo si possono inviare allegati: doc, txt, pdf eccetera,
  • i canali sono delle chat pubbliche tematiche divisi per argomento,
  • recentemente sono stati integrati i Bot: una sorta di applicativi programmati per rispondere a quesiti specifici, si possono chiedere così orari di apertura dei cinema, voli aerei, e molto altro.
    Si possono avere più account e sempre nuove funzioni vengono implementate.

WhatsApp: finalmente arriva il consenso per entrare nei gruppi

Novità in arrivo per il popolare sistema di messaggistica istantanea: l’iscrizione ai gruppi non potrà essere più automatica

Vi è mai capitato di trovarvi in gruppi WhatsApp senza aver fatto nulla per entrarvi? A me spesso: e la considero una seccatura. Questa potrebbe essere la notizia che stavate aspettando. Secondo un’indiscrezione pubblicata dal sito WABetaInfo, la popolare app di messaggistica starebbe lavorando all’introduzione di una funzione che permetterà all’utente di scegliere chi può aggiungerlo in un gruppo.

Con questa mossa, la compagnia acquisita nel 2014 da Mark Zuckerberg risponde a uno dei problemi più sentiti dal suo pubblico di riferimento, che storicamente non vede di buon occhio la possibilità di essere aggiunto “coattamente” in spazi virtuali frequentati anche da estranei. Ma il provvedimento prova anche a mettere una toppa ad una questione legale. Come ha fatto notare a più riprese il Garante della privacy, infatti, il numero di telefono rientra tra i dati personali che “con l’evoluzione delle nuove tecnologie hanno assunto un ruolo significativo” e per questo la sua condivisione fuori dal controllo dal possessore diventa materia molto delicata.

Lo scorso gennaio WhatsApp era già intervenuta in un’altra dinamica del rapporto tra l’utente e la comunità dell’app di messaggistica, limitando a 5 il numero di destinatari a cui poter inviare un singolo messaggio. La scelta andava nella direzione di comattere le cosiddette “catene di Sant’Antonio”, che si inserisce nella più ampia lotta di Zuckerberg alla disinformazione.

Come leggere i messaggi Whats app senza far comparire la spunta blu!

“E insomma! ti ho mandato un messaggio e so che lo hai letto, perchè non mi vuoi rispondere”. “Perchè non ti sopporto”, verrebbe istintiva la risposta; Bene! se sai di non poterti controllare, allora sappi che ci sono più modi per leggere senza far sapere allo scrivente che hai effettivamente letto, e che, per fatti tuoi, non vuoi rispondere nè ora, nè mai.
1 – puoi semplicemente disattivare nelle impostazioni le conferme di lettura;
2 – Su android puoi utilizzare il widget ufficiale di whats app;
3 – Su iphone puoi ricorrere a Siri “leggi nuovi messaggi su whats app” o “leggimi gli ultimi messaggi su whats app”;
4 – leggere i messaggi dalla schermata di blocco o dal centro notifiche;
Disattivare le conferme di lettura: piuttosto semplice sia da android che da ios ma devi sapere che poi neppure tu sarai più in grado di capire se sei stato letto e nei gruppi le conferme restano. Le conferme si disattivano dalle impostazioni, account, privacy e si possono riattivare per ripristinarle.
Leggere dalla schermata di blocco: è attivato di default sia su android che su Ios ma, meglio controllarlo. Se il messaggio è più breve di 200 caratteri, lo potrai leggere tutto senza entrare in chat dall’anteprima.

Widget whats app di android: è un ulteriore altra modalità per leggerti il messaggio. Purtroppo su Ios vengono aggiornate le chat più recenti e gli aggiornamenti di stato.
Leggile con siri: puoi, come ho già scritto o dicendo “hei siri”, oppure se lo hai disattivato come me per non consumare troppa batteria, esercitando la proverbiale pressione prolungata sul tasto laterale se hai l’iphone x e superiori, o il tasto home se hai iphone 8 o inferiori.

Le nuove emoji sono più inclusive! ma servono?

Riporto l’estratto da un articolo dal “resto del Carlino” sulle nuove emoticons o emoji che saranno presenti sui nostri smartphones. Sono perplesso sulla necessità di creare sempre nuove emoji che dovrebbero servire poi a cosa? Va bene l’esasperazione dell’immagine, anzi non va bene per niente, ma l’immagine se dice qualcosa, ha bisogno sempre di essere approfondita. A meno che non si voglia rimanere sul piano della superficialità, e temo sia proprio così, la parola deve supportare l’immagine anzi è l’immagine che deve supportare la parola. Giudicate voi!

Il Resto del Carlino del 08-02-2019

La carica delle Emoji

Cani guida, bradipo, coppie interraziali e faccino che sbadiglia: ecco le 230 nuove icone delle emozioni 2019 Saranno integrate dai produttori di sistemi operativi e arricchiranno i messaggini sui nostri smartphone

BOLOGNA. Chi non riesce a fare a meno di arricchire un qualsivoglia messaggino, con faccine, fiori, animali, frutta (e chi più ne ha ne metta), presto avrà ancor più pane per i suoi denti. Nelle tastiere di smartphone e computer stanno infatti per entrare 230 nuove emoji, che come ogni anno, rispecchiano mode, costumi e umori del tempo. I pittogrammi del 2019, approvati dal consorzio Unicode che provvede alla loro standardizzazione, si preparano a inondare le chat di tutto il mondo. Un ventaglio di proposte che abbraccia gli argomenti più disparati: dalla gastronomia al tempo libero, passando per la musica e oggetti mai rappresentati in precedenza. Si segnala un’attenzione particolare alla disabilità, all’inclusività e al regno animale. Qualche esempio? Tra i disegnini spiccano la sedia a rotelle manuale e quella a motore, la persona sorda e l’apparecchio acustico, il non vedente, il bastone bianco, il cane guida, il braccio e la gamba meccanici. Nello zoo virtuale entrano l’orango e il bradipo, la lontra, la puzzola e il fenicottero, che ha imperversato la scorsa estate sulle spiagge, sotto forma di variopinti materassini. Tornando in ambito sanitario troviamo il cerotto, la goccia di sangue, che dovrebbe simboleggiare anche il ciclo mestruale, e lo stetoscopio. Altro tema evidenziato dai nuovi emoticon è l’introduzione delle coppie ‘gender inclusive’. È possibile selezionare diverse combinazioni di due persone che si tengono per mano: uomini, donne o di genere neutro, con varie tonalità di incarnato e capelli. Sul versante musicale arriva il banjo, in quello sportivo il paracadute, la scarpetta da ballo e la maschera con il boccaglio. Le icone dedicate alla cucina aprono alla multiculturalità, con il waffel, il felafel e il mate, cibi e bevanda entrati ormai sulle tavole di tutto il mondo. L’India è rappresentata con il sari, il tempio induista e la lampada diya. La comunicazione graficizzata forza persino i confini dell’opportuna riservatezza legata alla sfera sessuale, con un’icona nata per sintetizzare il concetto di ‘pene piccolo’, che ha fatto molto discutere i web addicted. Giorgio Triani, docente di sociologia all’università di Parma, studioso del fenomeno e autore del recente saggio Allegre apocalissi, commenta: «L’ampliamento continuo delle emoij esprime l’esigenza di una comunicazione sempre più veloce e anticipata. É come se ci fosse ormai la necessità di vivere di ‘anteprime’, in una realtà che resta comunque relegata al mondo virtuale. Secondo studi recenti, negli ultimi due anni sono stati prodotti, grazie al web, più dati di tutta la storia dell’umanità. Le faccine rappresentano la versione iconica di Instagram e ruotano intorno all’esasperazione dell’immagine, propria di questo momento storico». COSA ci stiamo perdendo professore? «Si perde in profondità e si rimane chiusi dentro a stereotipi. Non c’è non più niente di falso di quel detto che recita che un’immagine parli da sola. Un’immagine, seppur iconica, è sempre meritevole di un approfondimento», conclude l’esperto.

Potremo annullare i messaggi su messenger.

Una notiziola insignificante, anche se in qualche caso, potrà riparare il danno da frasi troppo dirette, magari dettate dalla rabbia.

Tra qualche giorno sarà possibile anche su messenger e facebook cancellare i messaggi. Con un prossimo aggiornamento anche su messenger, così come su whats app, potremo rimuovere i messaggi entro 10 minuti per tutti, selezionando la opzione di rimozione per tutti. Potremo ovviamente anche rimuovere il messaggio solo per noi, lasciandolo all’utente al quale era diretto.

Whats app “odio et amo”: mai per 10 minuti!

Può esistere un galateo per whats app? Beh! qualche piccola regola ci dovrebbe essere. Avete mai ricevuto messaggi di 10 o più minuti, con giri di parole, lunghe pause e ripetizioniche ti innervosiscono? Io si, e se fare un messaggio vocale può essere più semplice, per chi riceve un messaggio così tossico può essere quantomeno imbarazzante.
I messaggi vocali sono tornati in auge. Basta osservare quanta gente cammina con il cellulare davanti a sè mentre sta parlando con foga; l’inkedin li ha implementati ora seguendo viber, whats app e messenger. Ma anche facebook ed instagram si apprestano a renderli possibili sulle loro piattaforme. Negli anni 90 e anche dopo li abbiamo detestati perchè eravamo costretti a chiamare la segreteria, digitando codici, pagando, per poter ascoltare magari uno che buttava giù il telefono. Ditemi quanti di voi chiamava la segreteria! io quasi mai. Le nostre chat erano diventate esclusivamente scritte: più vantaggioso perchè potevi sbirciare velocemente e rispondere al volo anche in mezzo a molte persone, potevi rispondere dopo perchè erano in memoria. Addirittura nel 2012 uno studio, ma non potevano fare altro, si decretava la morte dei messaggi vocali: “per gli adolescenti esiste solo il Testing”. L’anno successivo whats app si reinventa la messaggeria vocale senza più passare dalla odiata segreteria, poi semplificandola ulteriormente consentendo di messaggiare a mani libere. Oggi il messaggio vocale è un odio-amore. Se da un lato chi invia un messaggio vocale lo può fare mentre cammina, cucina o è in auto evitando di scrivere in condizioni difficili, per chi lo riceve è un problema imbarazzante. Non puoi ascoltarlo difronte a molte persone a meno di accostarlo all’orecchio, pratica decisamente sconveniente se sei in compagnia. Non puoi immediatamente sapere se è una richiesta urgente o una semplice divagazione sulla finta bomba di neve. Il più delle volte non si va al punto, si divaga facendo perdere tempo.
Provo a dare qualche indicazione su come potremmo impiegare questa possibilità al meglio.
1 – utilizzarlo solo se per alcune circostanze non possono proprio essere sostituiti da un meno invadente messaggio scritto: quando si è in auto, si stanno sbucciando le cipolle, si hanno difficoltà di scrittura;
2 – Sulla lunghezza poi: pochi secondi perchè inducono a rispondere con messaggio vocale e se sappiamo fare sintesi, in pochi secondi possiamo lanciare un messaggio efficace;
3 – Inoltrare il meno possibile un messaggio audio. Proverbiale in proposito il messaggio inoltrato di Rocco Casalino, il pentastellato che era dispiaciuto del crollo del ponte perchè lo distoglievano dalle ferie facendogli saltare il ferragosto.
Spesso, negli audio, si tende a essere troppo assertivi. Spiega il sociologo della Comunicazione, docente a Messina, Francesco Pira: «Il messaggio audio è un nuovo codice comunicativo, perché la sua prima funzione è esprimersi senza contraddittorio. L’effetto è che lo mandi e ti senti liberato. Volevi dire una cosa e l’hai detta». È insomma una comunicazione che esclude la risposta e riceverlo può essere straniante.
Al solito, è l’utilizzo che se ne fa che pregiudica la validità o meno di uno strumento. Il messaggio vocale ha anche dei vantaggi: non è equivocabile, lo ascolti e non hai bisogno che sia chiarito dalle emoji. Sono proprio imbattibili quando vuoi far sentire la tua voce, l’emozione che il suono rende immediata, mentre se vuoi trasmettere emozioni per iscritto, devi saperlo fare. Un conto è scrivere ti amo e altra cosa è proprio dirlo con la tua voce, magari con la giusta prosodia.